
A cura di Manuela Moschin
“Afrodite Cnidia”
Prassitele (inizio IV secolo – 326 a.C.) fu uno scultore ateniese, che ebbe una fama vastissima in tutto il mondo greco. Egli fu il primo a realizzare sculture, oltre che in bronzo, anche sul marmo. È noto come l’artista della “Charis”, ossia della grazia unita alla bellezza. La sua opera più conosciuta si riferisce alla dea “Afrodite Cnidia”, chiamata così perché fu acquistata dagli abitanti di Cnido. È la prima scultura marmorea ad essere rappresentata nuda. La dea fu ritratta prima del bagno rituale o subito dopo. Purtroppo, l’originale della statua è andato perduto. Ciò che possiamo attualmente ammirare è una copia romana del I-II secolo d.C.
L’origine e il modello dell’Afrodite Cnidia
Pare che Prassitele, per creare la scultura, ebbe come modella Frine, una bellissima etera. Lo scrittore latino Plinio il Vecchio (Como 23 d.C. – Stabia 79) riferisce che, inizialmente, la statua fu prodotta per gli abitanti di Coo, ma che questi, rifiutandola, ne chiesero una vestita. La statua provocò uno scandalo e fu soggetta a numerose controversie a causa del corpo nudo e della forma sinuosa e sensuale a forma di “S”.
Il significato e l’impatto della scultura
A quel tempo tale conformazione, assieme alla mano destra che copre le parti intime, evidenziava gli attributi della femminilità, pertanto, non era accettata. L’arte di Prassitele, quindi, si distingue per il suo delicato realismo e per l’invenzione di un canone di bellezza femminile, che non è più mascolinizzata come in passato.
La testimonianza di Plinio il Vecchio
Secondo le fonti, sempre derivanti da Plinio, sembrerebbe che addirittura un giovane nobile fu talmente attratto dalla dea marmorea che se ne innamorò.
Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis historia”, scrisse:
“La Venere di Prassitele primeggia non solo tra tutte le sue statue, ma tra quelle di tutto il mondo: molti sono andati per nave a Cnido semplicemente per ammirarla”.
Vi ringrazio
Manuela
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Sono Manuela Moschin, scrittrice. Sono nata a Venezia-Mestre e attualmente vivo e lavoro in provincia di Venezia. Ho conseguito la laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo Storia dell’Arte.
La mia opera prima è “ātman”, che in sanscrito è traducibile come soffio vitale o coscienza spirituale, una raccolta di poesie che fonde in un equilibrato mix la storia dell’arte con la mia predilezione per gli insegnamenti legati alla filosofia indiana. Nel mese di maggio 2022 alcuni miei scritti sono stati selezionati per “Risveglio”, un’antologia a cura di Storie di Libri, mentre nel settembre dello stesso anno ho pubblicato il saggio “Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte”, Espera Edizioni. Nel mese di marzo 2023 ho pubblicato assieme a mia madre Mirella Alberti (deceduta nel 2004) la raccolta di poesie “Un giglio bianco al 4910” a cura di Storie di Libri.
Collaboro in linea diretta con storiedilibri.com e diverse testate online. Dalla mia passione per le materie umanistiche nasce il blog librarte.eu, contenitore di articoli di storia dell’arte e recensioni di libri.
Collaboro con “La Voce di Venezia” curando la rubrica radiofonica Voce d’Arte, trasmessa ogni giorno alle 12:30 sulla loro web radio, dove racconto e approfondisco temi legati al mondo dell’arte. Il link per il collegamento: https://www.lavocedivenezia.it/player.html
Altre collaborazioni: “lavocedivenezia.it”;“valledaostaglocal.it”; “alessandria.today”; “solofraoggi.it”
Pubblicazioni:
2025 – Il Duomo di San Donà di Piave. Venustas Palladiana -saggio– Mazzanti Libri
2023 – Un giglio bianco al 4910 -poesie– Storie di Libri
2022 – Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte -saggio– Espera Edizioni
2022 – Risveglio -storie– Storie di Libri
2021 – ātman -poesie– Storie di Libri
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