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"atman" di Manuela Moschin

Raccolta di poesie



A cura di Manuela Moschin

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Buongiorno carissimi, sono lieta di annunciare che da oggi è disponibile la mia raccolta di poesie intitolata "ātman". E' possibile richiedere il libro, con dedica, contattandomi all'indirizzo di posta elettronica librarte.blog@gmail.com. oppure su Messenger dal mio profilo Facebook https://www.facebook.com/manuela.moschin

Prefazione di Pasquale Cavalera

Quante anime sono imprigionate in un'opera d'arte? Forse una, l'anima di chi l'ha generata, con l'ispirazione a elevare il Sé fino alla completa fusione con la materia. Forse due, l'anima dell'artista e l'anima di colui che contempla la tela o sfiora col pensiero i candidi marmi, che ascolta melodiose note o si immerge con passione in uno scritto, in grado di riconoscere nel talento creativo frammenti dimenticati della propria esistenza. Forse infinite, poiché l'anima rappresenta il dogma assoluto del creato. E l'anima è atman, fulcro dell'essenza divina, il soffio vitale, atman è la coscienza spirituale che si raggiunge attraverso l'amore, il perdono, la pace. E atman è rispetto, sentimento di stima in una realtà dove il tempo e il caso non esistono, mere invenzioni terrene pensate per allontanare sempre più l'uomo da Dio.

Produzione: www.storiedilibri.com

Copertina: Lava Pedro


Recensioni


Recensione di Margherita Guglielmino:

Ieri, mi è arrivato il libro di Manuela Moschin. Un libro dalle linee semplici ed essenziali, ma dal titolo potente ed evocativo "Ātman", che in lingua sanscrita significa "essenza, soffio". Già il titolo mi ha rapita! In vita mia ho scritto solo una poesia, che ho poi inserito nel mio romanzo " Una bellissima storia sbagliata", invidio molto chi riesce ad esprimersi con questa sublime arte, quindi consiglio a tutti voi di acquistare e leggere queste piccole perle di Manuela. Non mi resta che augurarvi " Buona lettura ".


Recensione di Luigina Parisi:

Quando la dolcezza non è solo nel viso, nella voce, nell'amore verso tutte le espressioni artistiche permea di sé ogni parola e tutto diventa poesia. Una poesia misurata, garbata, armoniosa quella di Manuela Moschin . È quasi possibile leggendo le poesie contenute nella raccolta ātman vederla di schiena che contempla un quadro, coi suoi ricci biondi e l'anima in estasi. È la poetessa che sa creare e conservare dentro sé quell' attimo di meraviglia che poi si porta in giro per il mondo effondendo bellezza col timore di vederlo svanire. E con la stessa meraviglia sa esplorare il mondo dei sentimenti e vagliarne le sfumature. Mi piace molto l'immagine del​ divino come bene supremo dell'anima coi versi poetici​ come mezzo per permeare di sé il mondo. Ecco perché questo bellissimo e misterioso titolo, ătman.

"Il sacro risiede nella anima"

“Poesia voce divina tradotta in versi"

In molte delle sue poesie mi ritrovo perfettamente a mio agio, poiché s'accostano alla mia anima quasi come se le avessi scritte io.

Reminiscenza

Mi addormentai lieta

in un melodioso canto

e cominciò il sogno.

Ritrovai la bambina

dai boccoli ribelli

aperta alla vita.

Assaporai beata

la ricercata dolcezza

dei glicini in fiore.

Tante sono le poesie ispirate da opere pittoriche, e non solo, che ci portano a ricercare la fonte, fungendo così da divulgatrici dell'arte. Mi piace molto l'azzeccatissima scelta grafica del bianco della copertina con questa immagine eterea e l'ombra appena accennata, opera di Pedro Lava ; interessanti le parole della quarta a cura di Pasquale Cavalera. Se a volte ci capita di chiederci "dove è l'amore?" l'autrice consiglia di cercarlo nel nostro ātman.

Complimenti Manuela per questo bellissimo lavoro.

Foto di Luigina Parisi

Recensione di Luciana Benotto


Conoscevo Manuela Moschin, una signora veneta dai meravigliosi e inanellati riccioli d’oro, nelle vesti di amministratrice della pagina Facebook “LibrArte”, e quindi per i suoi impeccabili articoli inerenti la pittura e la scultura; la conoscevo per le sue approfondite e meditate recensioni librarie; la conoscevo fervida lettrice di romanzi di spessore, ma non avevo idea che tra le sue tante capacità e qualità, ci fosse anche quella di scrivere poesie, un genere nel quale mi pare che molti si cimentino in un momento di estro, spinti dal sentimento, ma in cui pochi davvero eccellono; pertanto sono rimasta piacevolmente stupita quando mi sono trovata tra le mani il suo libro intitolato ātman”, parola sanscrita che significa “soffio vitale”.

I suoi versi mi sono parsi talmente pregevoli che non ho potuto esimermi dall’esprimere il mio pensiero sulla sua opera:

ātman, una raccolta di poesie in cui Manuela Moschin esprime nei suoi versi liberi e musicali dolcezza e serenità, imprimendo sulla carta sensazioni deliziose ed evanescenti; ed anche quando essi raccontano il dolore, il fine è consolatorio.

Sono poesie dove il tempo è quello scandito dallo scorrere delle stagioni, in cui la natura è quasi sempre presente; sono versi frutto di rimembranze di giovanili studi: reminescenze d’annunziane, leopardiane, pascoliane e di autori medioevali, ma anche il risultato di un sentire profondamente emozionale che talvolta nasce dall’osservazione di tele di pittori amati che in lei hanno lasciato il segno.

Le sue liriche velatamente classicheggianti rappresentano la gioia di vivere, la fiduciosa religiosità nell’aiuto divino; insomma, Manuela, con la sua scrittura fluttuante, distribuisce a piene mani la felicità e la speranza, suggerendo che i momenti bui possano essere superati grazie alla bontà e all’amore verso il prossimo; ma tra i vari tipi d’amore, non ha certo dimenticato quello passionale:

Impetuosa attrazione

D’intenso piacere

Frutto eterno

Di una lunga notte

Immergiamoci quindi nei suoi versi e lasciamoci cullare dalle sue parole e, così come diceva qualcuno: …e il naufragar m’è dolce in questo mare.


Recensione di Lorenzo Barbieri

Buonasera, arrivato oggi il libro di Manuela. Alla prima scorsa leggendo le prime poesie si evince subito che c'è una componente emotiva molto rilevante. Sono espressioni estemporanee che vengono in mente davanti alla bellezza, sia essa rappresentata da un opera dell'uomo, sia opera della natura che a volte sa esprimersi in modo mirabile. L'autrice ci conduce quasi con la mano attraverso i suoi momenti di meraviglia e stupore trasmettendoci le sue emozioni con poche parole, ma che sono la sintesi di una gioia, di uno stato d'animo particolare che solo la vera bellezza sa fare emergere dal fondo dell'anima. Grazie per aver dato luce a quei sentimenti che molti di noi tenevano nascosti per pudore in un angolo del cuore.


Recensione di Raffaella Scorrano

Porgo i miei complimenti alla gentilissima Manuela Moschin per questa straordinaria raccolta di sue poesie, tutte meravigliose ed ugualmente profonde e sentite. Si avverte, leggendole, il soffio vitale che il titolo, "ātman", rende noto come protagonista di una vita vissuta all'insegna della forza d'animo che sgorga dalla naturale sorgente della inevitabile fragilità umana. Si intravede un filo conduttore molto delicato, ma al contempo decisamente vigoroso, che è quello di un dinamismo antropologico vocato alla fiducia in quella dimensione spirituale che non trascende l'uomo, bensì lo abita, lo vive, lo caratterizza. È molto interessante constatare, attraversando letteralmente i versi di queste bellissime riflessioni d'amore nei confronti della vita, quanto sia importante soffermarsi su un concetto fondamentale, qual è l'etica della cura, grazie alla quale l'estasi della dimensione estetica prodotta dallo sguardo posato su un dipinto, su un paesaggio, su un testo scritto, su una persona, diventa l'antidoto al disvalore dell'indifferenza e chiama in causa il principio di responsabilità nei confronti del mondo intero e di tutte le sue esternazioni, quali espressioni emotive ragionate sul (non)senso dell'esistenza. La capacità di vivere la solitudine e il silenzio, ma anche l'angoscia e la fragilità, fa parte di una sana vita interiore, che le religioni, ma anche la filosofia e l'arte, ricordano. Occorre coltivare l'ascolto di sé, il dialogo interiore, la decifrazione delle proprie emozioni e dei moti dell'animo, il che consente alla persona di vivere relazioni umane piene e sensate. La vita interiore, infatti, integra anche l'esteriorità, non vi si oppone, ma cerca di fare unità tra fuori e dentro, tra visibile e invisibile, tra fatti ed emozioni, insomma tra corpo ed anima. Il soffio vitale, l'essenza vera di ciò che veramente conta nel corso dell'esistenza, si traduce nel principio (inteso come elemento originario costituente dell'esistenza in quanto tale), connotato dal suono onomatopeico, dell'ātman, come a significare che, in fondo, non soltanto ogni cosa ha un'anima, ma che oltretutto, essendo soggetta alla caducità del tempo, può essere resa sublime dalla forza di volontà della persona che sappia orientare la propria vita nella consapevolezza che, in fondo, è tutto un attimo. Facendosi condurre dal soffio vitale, ognuno dovrebbe partecipare di se stesso con gli altri in un gioco dialettico in cui ogni nuova sintesi rappresenti una rinnovata nascita interiore in grado di rendere ciascuno più forte e più preparato ad affrontare il vento delle circostanze.

Grazie, cara Manuela, per questo tuo prezioso ed attento modo di trasmettere la tua accurata visione della vita.


Per avere maggiori informazioni o per acquistare il libro cliccare qui:




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