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  • Manuela Moschin

Canova e la Gypsotheca di Possagno

A cura di Manuela Moschin

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Il fratellastro di Antonio Canova, ossia il vescovo Giovanni Battista Sartori Canova, volle erigere un museo al fine di conservare i modelli da cui sono stati realizzati i marmi. Nella Gypsotheca è possibile ammirare i calchi originali in gesso, i bozzetti in terracotta o cruda oppure in cera.

L'edificio risalente al 1844 è stato progettato dall'arch. Francesco Lazzari, tuttavia, in  seguito ai due conflitti mondiali, la Gypsotheca subì gravi danni. Nel 1957  fu affidata la costruzione di una nuova ala del museo all'arch. Carlo Scarpa (1906-1978), che ebbe la maestria di concepire un'ambientazione scenografica altamente suggestiva e coinvolgente, attraverso la predisposizione di involucri architettonici, che consentono di far filtrare la luce dall'alto. Entrando nella Sala Grande, si rimane affascinati dall'allestimento spettacolare. Le opere appaiono come attori teatrali all'interno di un tempio dell'arte (Fig.1-2-3). 


Gypsotheca - Possagno (TV) (Fig.1)
Gypsotheca - Possagno (TV) (Fig.2)

Gypsotheca - Possagno (TV) (Fig.1-3)

Breve biografia di Antonio Canova


Autoritratto di Antonio Canova 1792 (Fig.4)

Antonio Canova (1757-1822) (Fig.4) era figlio di uno scalpellino, che morì all'età di 26 anni, la madre si risposò con Francesco Sartori. Fu, in questo secondo matrimonio che nacque il fratellastro di Antonio, il vescovo Giovanni Battista Sartori, che ebbe un ruolo fondamentale nella vita dell'artista. Canova visse l'infanzia con il nonno paterno Pasino, che per il suo carattere burbero fu soprannominato il "rustego", ma dal quale apprese l'arte dello scalpellino. In seguito, fece il suo apprendistato a Venezia da Giuseppe Bernardi detto Torretti, apprendendo le tecniche della sbozzatura e dell'intaglio. Nel 1779 si recò a Roma presso l'ambasciatore della Repubblica Veneta Girolamo Zulian dove seguì i corsi di nudo all'Accademia di Francia. Viaggiò in Austria, a Parigi (dove fu chiamato da Napoleone) e a Londra per visitare i marmi del Partenone trasferiti dalla Grecia da Lord Elgin. 

La sua fama crebbe in Italia e all'estero, ricevendo commissioni da re e imperatori, principi e capi di Stato. 

Egli morì a Venezia il 13 ottobre 1822. Venne sepolto a Possagno, inizialmente nella vecchia chiesa e poi nel tempio. 

Vi ringrazio

Manuela

Nel prossimo articolo vi parlerò delle tecniche di esecuzione adottate da Canova.

Vi aspetto

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