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Giambattista Tiepolo e la pittura illusionistica.


Giambattista Tiepolo “Il Banchetto di Cleopatra e Antonio” ca 650x300 cm. 1746-1747, Palazzo Labia, Salone delle Feste - Venezia

A cura di Manuela Moschin

Buongiorno carissimi, oggi desidero condividere con voi la bellezza di questo affresco di grandi dimensioni. Pensate che misura cm. 650x300.

L'opera si intitola “Il banchetto di Cleopatra e Antonio”, nel quale Tiepolo narra la vicenda dei due amanti che si incontrano ad un banchetto. Cleopatra, nelle vesti di una dama settecentesca, per stupire Antonio sciolse una perla nel vino.

Il pittore ha scherzato un po' con i personaggi, raffigurando la Regina con il volto della nobile veneziana Maria Labia, mentre egli si è autoritratto nella figura vestita di azzurro alle spalle di Antonio. Il pittore, rappresentando un episodio storico, si contraddistinse dai suoi predecessori, che furono maggiormente interessati a illustrare scene mitologiche o religiose.

L’artista, per eseguire l’opera, si avvalse della collaborazione di Gerolamo Mengozzi detto il Colonna (1688-1772). Un pittore molto abile nella composizione di dipinti su volte e pareti di palazzi veneziani. Egli realizzava opere rigorosamente prospettiche, attraverso la tecnica della quadratura nel trompe-l'oeil, ossia un genere pittorico in grado di suscitare nell'osservatore l’illusione di vivere realmente nella scena.

Colonna era un eccellente professore di disegno e scenografo di grande abilità tecnica, che si era specializzato nel cosiddetto quadraturismo. Si tratta di un termine derivante dal pittore e biografo Vasari, per definire quelle “forme di quadro” disegnate con la squadra e il compasso. Tiepolo inserì l’episodio storico sull'impalcatura scenografica e prospettica predisposta dall'artista Mengozzi. I quattro gradini dipinti sottolineano la teatralità della scena, che presenta il punto di vista prospettico dal basso verso l’alto.

È straordinaria l’atmosfera fresca e brillante resa dalla luce, ottenuta mediante l’utilizzo dei colori complementari. Una tecnica proveniente dal Veronese, grande maestro della pittura veneta del cinquecento. Tiepolo, infatti, allo scopo di creare un effetto luminoso che avvolge l’ambiente e i personaggi usava abbinare coppie di colori (il giallo e il violetto, l’azzurro e l’arancio, il rosso e il verde).

L'artista

Giambattista Tiepolo nacque a Venezia nel 1696 e morì a Madrid nel 1770. Egli non ebbe un vero e proprio maestro, ma si rifece alla pittura cinquecentesca del Veronese.

L’artista fu un abile disegnatore. Con pochi tratti di matita e qualche velatura ad acquerello riuscì a ricavare dei capolavori dotati di una luminosità straordinaria. Tiepolo decorò palazzi e chiese in vari paesi italiani ed europei. Fu richiesto anche dal principe di Wurzburg in Germania per decorare la sua Residenza, e dal re Carlo III in Spagna per affrescare le sale del Palazzo Reale.

Rosalba Carriera, Ritratto di Giambattista Tiepolo trentenne. Venezia, Collezione Privata.

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