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Il mistero della pittrice ribelle di Chiara Montani - Garzanti

Recensione


A cura di Manuela Moschin

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Il romanzo storico "Il mistero della pittrice ribelle" di Chiara Montani, ambientato nel 1458, tratta una vicenda legata agli enigmi di un dipinto. La storia, intrecciandosi a fatti realmente accaduti, risulta interessante sotto il profilo storico e artistico.

L’autrice ha avuto la mirabile idea di rendere la protagonista del racconto la giovane Lavinia, una donna piena di fascino, dotata di un particolare talento nelle arti figurative ma che, per motivi discriminatori, era costretta a reprimere. In un passo del romanzo, Lavinia desiderosa di imitare le abilità pittoriche di Piero della Francesca, si fa assistere in segreto dal maestro, il quale le consiglia: «No, Lavinia, non così. La mano deve essere più leggera. Pensate di reggere una seta impalpabile e di doverla stendere in presenza di vetro.» Piero mi mostrò il movimento corretto per velare le nuvole con olio quasi puro, appena sporcato di biacca e azzurrite. La sua mano elegante, dalle dita allungate, si muoveva con grazia sulla tavola, come in una danza. Feci il possibile per imitarla e lui annuì.»

Lei è una ragazza coraggiosa e determinata, che racconta in prima persona lo svolgersi degli eventi. Attraverso una meticolosa descrizione degli ambienti e dei personaggi si percepisce la sensazione di vivere realmente le vicende.

Sensibile al difficile ruolo della donna nell’arte, alla quale in questo periodo non le era permesso di diventare artista, Chiara ha reso omaggio alla figura femminile, come peraltro fece anche nel suo precedente romanzo dedicato a Sofonisba Anguissola, intitolato “Sofonisba – I ritratti dell’anima”, del quale ne conservo un bellissimo ricordo.

Giunta alla fine della lettura ho cercato di percorrere mentalmente i vari passaggi, tentando di coglierne gli aspetti più incisivi, che hanno reso il libro di Chiara Montani un capolavoro letterario.

Riflettendo, dunque, sulle qualità narrative, ci tengo a evidenziare che la scrittrice è riuscita a intessere una trama stimolante, ben strutturata e ricca d’informazioni, che rendono il libro una sorta di saggio romanzato, dando l'impressione, oltretutto, di viaggiare nel tempo.

Viene naturale definire il romanzo una prosa in poesia.

Attraverso forme di linguaggio espressive, che evocano emozioni, l’autrice ha dato vita a un’opera brillante, nella quale si percepiscono gli umori, gli aromi, i desideri e le tensioni vissute dai personaggi. Lavinia, nipote del pittore Domenico Veneziano, si ritrova coinvolta, assieme allo zio e a Piero della Francesca, in un caso di omicidio.

Il dipinto “La flagellazione di Cristo” di Piero della Francesca funge da filo conduttore. Dotato di un’architettura rigorosa, si distingue per la sua originalità, in quanto la composizione della scena si divide in due parti, dove a sinistra avviene la flagellazione, mentre a destra ci sono tre figure in primo piano. L’opera possiede diverse interpretazioni iconologiche, nelle quali gli studiosi si sono interrogati sui significati iconografici, in base a una serie di indagini storiche e teologiche. Mediante gli intrichi che lo riguardano, la scrittrice conduce il lettore nei suggestivi luoghi dell’epoca rinascimentale e, oltre a quest’opera, ne cita molte altre, attraverso esposizioni minuziose e pittoresche.

L’autrice ha avuto l’abilità di creare una storia utilizzando un tema ampio, che si connota di sfaccettature complesse e di misteriosi simboli. Si tratta di un romanzo straordinario che davvero merita di essere letto.

Complimenti Chiara Montani per le tue eccellenti doti narrative.



Piero della Francesca "Flagellazione di Cristo" 1453, tempera su tavola, cm.58,4×81,5, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

Sinossi

Firenze 1458. Lavinia è la giovane e vivace nipote di Domenico, un noto bottegaio d’arte nel centro di Firenze. La ragazza, non ancora diciottenne, è la figlia della sua defunta sorella ed è stata da lui amorevolmente adottata. Lavinia, affascinata dal mestiere dello zio e dotata anch’essa di talento artistico, segretamente ne studia e osserva le movenze, la tecnica pittorica, l’uso sapiente della tavolozza di colori. Il giorno in cui nella bottega di suo zio entra un carissimo amico di lui che porta il nome di Piero della Francesca, il destino della giovane ragazza è destinato a cambiare. Piero diventa un ospite dello studio di Domenico; lavora ad un’opera particolarmente importante che si chiama ‘La flagellazione di Cristo’. Lavinia lo osserva ammirata e piena di incanto. E anche Piero sembra accorgersi di lei pur essendo taciturno e schivo. Ha intuito il suo talento artistico e, sfidando le convenzioni del tempo, convince Domenico a farla lavorare con loro. L’operosità dell’ospite e dell’intera bottega vengono però interrotti da un fatto clamoroso. Un omicidio in città sconvolge la vita di Domenico, il capo bottega, accusato di esserne il responsabile. Una vicenda dai contorni nebulosi, con implicazioni politiche e sociali, nella quale Piero comincia ad indagare non senza il timore di pericoli. Lavinia, sia pure incontrando molte resistenze, decide che non può essere relegata al ruolo di semplice osservatrice e chiede di seguirlo nella ricerca della verità. E così entrambi entrano a far parte, loro malgrado, di un grande, metaforico affresco che ha i tratti sanguigni del mistero e dell’amore.

Chiara Montani

Architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Per avere maggiori informazioni o per acquistare il libro cliccare qui:

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