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Il tempo del giudizio di Daniela Piazza



Riflessioni a cura di Manuela Moschin

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Ancora una volta rimango colpita dalle doti narrative della scrittrice Daniela Piazza. È sempre piacevole immergersi nei suoi racconti, che hanno la particolarità di essere intriganti, avventurosi e coinvolgenti. Ogni suo romanzo rappresenta un’ottima occasione per esplorare e conoscere l’arte e la storia, poiché Daniela, essendo laureata in Storia dell’arte e insegnando in una scuola superiore, possiede una profonda preparazione sia in ambito artistico che storico. Questo è il quarto libro che leggo dell’autrice, che si caratterizza per la capacità di trattare argomenti alquanto interessanti e stimolanti. Con Daniela si viene assorbiti dalle storie, sempre ricche di aneddoti e di approfondimenti culturali. Alla base del thriller storico Il tempo del giudizio c’è molta ricerca dalla cui passione emergono scoperte eclatanti, che lei ha trasferito su una trama ben strutturata, costruita su fatti storici reali. Gli ambienti, le fisionomie dei personaggi e le opere d’arte vengono spiegate con una minuziosa cura nei dettagli. È il monaco Moses che viene coinvolto in un’esperienza rocambolesca su invito di Sisto IV, il papa che si ostina a ottenere a ogni costo un’antica reliquia, una melagrana d’avorio da collocare nella magnifica Cappella Sistina con l’intenzione di riprodurre il Tempio di Salomone. È proprio nell’ultima parte del romanzo che si assiste alla sua creazione, che si riferisce alla fase che precede l’intervento di Michelangelo. Si ha quindi l’onore di incontrare diversi celebri artisti come Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Sandro Botticelli: «Antonio da Pinerolo ripeteva per l'ennesima volta lo stesso concetto con aria contrariata, come se si rivolgesse dalla cattedra a un gruppo di scolari fannulloni. "Mi avete capito bene, Cosimo, Pietro, Sandro? Domenico, mi ascolti? Dovete lavorare in assoluta unità non solo artistica, ma spirituale!Quello che dipinge ognuno di voi nel suo riquadro, deve rispecchiarsi in tutti gli altri. Dovete essere una sola mente e un solo cuore. È chiaro vero?».

Per ritrovare la preziosa melagrana, Moses intraprende un lungo e rischioso viaggio allo scopo di raggiungere diversi luoghi come Rodi, Cipro, Otranto, dove rimane implicato in situazioni orrende. Consiglio, dunque, di leggere questa bellissima opera letteraria. Complimenti Daniela, ti stimo da sempre.

Sinossi

Roma, 1473. All’ombra degli alti palazzi e delle basiliche secolari, Papa Sisto IV ha una sola ossessione: riprodurre nella Città Eterna il Tempio di Salomone, per riportare la Chiesa di Roma all’antico splendore. Ecco allora prendere forma il progetto grandioso della Cappella Sistina, che del Tempio di Gerusalemme ha le stesse misure. Ma per completare il suo piano, serve un simbolo di potere le cui tracce si perdono nel tempo e nel mito: la misteriosa melagrana d’avorio che ornava lo scettro del Sommo Sacerdote. Così, mentre in Vaticano, tra intrighi di corte e brama di potere, una mano ignota compie atroci omicidi ai piedi della Sistina, il pontefice incarica il giovane monaco Moses di impadronirsi della preziosa reliquia. Le cose, però, non vanno come previsto. La ricerca si rivelerà sempre più insidiosa e condurrà Moses lontano da Roma, oltre i confini del bene e del male, in un viaggio che dal Palazzo degli Ospedalieri a Rodi passa alle locande di Cipro e arriva fin dentro le mura di Otranto assediata dai Turchi. Al ritorno da questo lungo viaggio, la sua vita sarà cambiata per sempre, e con essa anche la storia della Cappella più famosa di tutti i tempi.

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