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Intervista al Critico d’Arte e Storico dell’Arte Prof. Gerardo Pecci



A cura di Manuela Moschin

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Buongiorno cari amici, oggi ho il piacere di ospitare nel Blog LibrArte il professor Gerardo Pecci, storico e critico d’arte che insegna storia dell’arte presso l’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Perito- Levi” di Eboli, oltre a esercitare la professione di Giornalista pubblicista e di Ispettore Onorario del MiBAC per la Tutela e la Conservazione del Patrimonio Storico-Artistico della provincia di Salerno. 

Vi consiglio vivamente di leggere l'intervista poiché contiene meravigliosi spunti di riflessione e svariati consigli di letture.

Per chi desiderasse segnarsi il titolo di qualche buon libro troverà interessanti suggerimenti.

Vi assicuro che rimarrete affascinati dalle parole del professore, che ebbi la fortuna di conoscere personalmente. E' una persona alquanto competente e splendida che, attraverso la sua grande passione per l'arte,  suscitò in me grandi emozioni. Pensate che visitai con lui le Gallerie dell'Accademia  e la Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Vi posso dire che, da quel momento,  ogni volta che mi reco in quei splendidi luoghi ricordo la sua maestria nel descrivere e commentare i capolavori veneziani.

Grazie Gerardo. 

Ora iniziamo l'intervista: 

Benvenuto Gerardo, sono lieta di poterti intervistare, ti ringrazio per aver accettato la mia richiesta, è davvero un piacere e un onore poter dialogare con te. Sei una persona dotata di una grande esperienza e passione nel campo storico/artistico, sono proprio curiosa di conoscerti più approfonditamente. 

- Come Storico dell’Arte e Critico d’Arte sei dotato di un significativo percorso professionale. Ci sono particolari eventi che hanno inciso nella tua carriera? 

Grazie per avermi offerto la possibilità di dialogare con te e con tutti coloro che avranno la pazienza di leggere quanto esporrò. Il mio percorso professionale viene da lontano, dal liceo artistico di Eboli, dove sono stato prima studente e ora docente. Sicuramente il punto di partenza della mia scelta professionale risale proprio alla mia esperienza di studente. Devo ringraziare il professore Giancarlo Canonico, mio professore liceale di storia dell’arte, se mi sono appassionato a questa splendida e importante disciplina e alla ricerca storico-artistica. Tanti anni fa… Ricordo l’emozione di studiare la storia dell’arte sul vecchio manuale, con la copertina verde, di Giulio Carlo Argan. Da allora la scintilla della storia dell’arte non mi ha mai lasciato e anche ora si accende come una fiaccola che illumina il mio cammino nelle stanze della storia, spesso intrufolandomi nella vita e negli affari degli artisti del passato. Sono “amici” che mi accompagnano quotidianamente, alla ricerca dei saperi, delle opere d’arte, del colore e delle forme. Sono vivide essenze dell’anima creatrice, si manifestano nella coscienza e mi emozionano. Poi l’incontro con l’Università e con docenti che mi hanno fatto appassionare allo studio di questa disciplina. Ricordo con piacere alcuni professori universitari come lo storico Romeo De Maio, gli storici dell’arte Luigi G. Kalby, Joselita Raspi Serra, Angelo Trimarco e, infine, Enrico Crispolti con cui mi sono laureato, con una tesi sulla fotografia sociale in Campania, quando la storia della fotografia ancora non era considerata materia accademica, di studio universitario, se non in qualche raro caso. Momenti straordinari e ricordi davvero indelebili. Altro momento bello, come esperienza umana e didattica, è stata la mia nomina a cultore di Storia dell’Arte Moderna nell’Università di Salerno, grazie al professore Adriano Caffaro, un’esperienza conclusasi troppo brevemente. Purtroppo per un solo anno accademico. Altro momento importante è stato, ed è, quello legato alla collaborazione alla vita sociale e di ricerca del Centro Studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali”, fondato e tuttora presieduto dal professore Francesco Abbate. Oggi ricopro il ruolo di responsabile dell’ufficio stampa del Centro Studi “Previtali”, insieme alla storica dell’arte Rosa Romano, e sono direttore responsabile della rivista di storia dell’arte “L’officina di Efesto”, che raccoglie annualmente saggi e contributi scientifici dei soci del centro studi predetto e anche di studiosi esterni. Ma soprattutto la mia gioia più grande è aver avuto la fortuna di insegnare storia dell’arte nei licei. Il contatto quotidiano con i giovani è entusiasmante. Sono il presente e rappresentano il nostro futuro e io li amo e amo insegnare. Con i miei quasi sessantuno anni, mi sento giovane quando quotidianamente vivo accanto a loro e insieme discutiamo di arte, di creatività, di cultura e dei valori del patrimonio culturale che abbiamo in Italia. Con la storia dell’arte ci si può anche “divertire”. Mi sento un privilegiato. Non lo nego. Lo sono. Esercito una professione che mi gratifica e mi entusiasma e questa è la più grande lezione che ho avuto dalla vita e anche la mia più grande gioia. Sono un inguaribile e appassionato amante della storia dell’arte! 

- Insegni Storia dell’Arte in un Liceo Artistico, ti chiedo quindi: verso quali periodi storico/artistici i tuoi allievi dimostrano maggiore interesse? Sono attratti dall’arte rinascimentale, piuttosto che, dall’arte contemporanea o altro? Ci racconti un po’ della tua esperienza di insegnante? 

I giovani, se ben guidati, se con l’impegno assiduo e puntuale, costante, imparano le basi dello studio storico-artistico in maniera corretta, amano tanto l’a