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  • Manuela Moschin

La città senza rughe di Roberto Ritondale

Recensione


A cura di Manuela Moschin

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Una realtà immaginata nel futuro è ciò che ci propone Roberto Ritondale, l’autore del romanzo “La città senza rughe”. Si tratta del cosiddetto romanzo distopico, nel quale lo scrittore riflettendo su un’ipotetica istituzione sterminatrice, ha creato una trama toccante, dedicata a un tema delicato.

Ambientata nel 2040, la storia si sviluppa su scenari a dir poco raccapriccianti.

Ritondale ha studiato nei minimi particolari una società utopistica, prevedendo il modo in cui si potrebbe emancipare la tecnologia, su quali criteri si potrebbe basare la politica, che nel romanzo lui chiama iuventucrazia e l’organizzazione sanitaria.

È la bellissima Como, che tra l’altro Roberto tratteggia in modo lodevole, la città-stato protagonista.

Governata da un dittatore brutale, che senza scrupoli intende eliminare gli anziani, considerati inutili per il sistema finanziario, ci si imbatte in un racconto che fa meditare sulla condizione delle persone in età senile:«Il colonello ha dato l’ordine di sopprimere gli anziani che per due anni non ricevono visite. Tenerli in vita è uno spreco. Un costo inutile. La loro vita non interessa a nessuno.»

È interessante il meccanismo di soccorso che si è innescato per riuscire a salvare le deboli vittime, nel quale è stato rilevante il ruolo di Ezio, ossia il nipote dell’anziana Etilla, segregata e maltrattata nella cosiddetta vacuna, dove le venivano imposte norme disumane. Ezio, legato da un profondo legame affettivo alla nonna, affronta con determinazione una tragica situazione, animato dalla volontà di sconfiggere per sempre un sistema abominevole.

Nel romanzo si parla anche di poesia, attraverso la composizione di bellissimi versi, oltre a esserci riferimenti alla tradizione greca e romana.

Una lettura fluida, leggera e capace di far riflettere sulle condizioni disagiate degli anziani, che molto spesso si ritrovano in situazioni disperate.

Roberto è uno scrittore che ammiro, del quale lessi anche “Il sole tra le mani” che mi piacque molto. Egli è una persona sensibile, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, poiché di fronte alle problematiche sociali dimostra di possedere una particolare bontà d’animo.

Complimenti Roberto, ancora una volta sono rimasta piacevolmente affascinata dalla tua scrittura.

La Trama

È il 2040. Dopo la guerra civile che ha frammentato l’Italia, una iuventucrazia illuminata governa la città-stato di Como. La situazione precipita quando il colonnello Ebe si proclama dittatore e decide di eliminare gli anziani per motivi estetici ed economici. Ma la scomparsa di nonna Etilla scatena la reazione del nipote e dei suoi amici quindicenni. Ostacolati dalle violenze dei bulli e del regime, i ragazzi affrontano ogni rischio pur di salvare gli anziani. Il timido Ezio che sogna di emulare Alessandro Volta, la poliglotta Ippolita dalle lunghe treccine rasta, il malinconico Tespi che scrive solo poesie proibite e il giocoso Ocno sempre munito di biscotti e eyePhone… riusciranno a riconquistare la libertà?Dall’autore di Sotto un cielo di carta, una nuova favola moderna che farà sorridere e commuovere giovani e adulti con colpi di scena, tenere storie di amicizia, misteri inquietanti e morti sospette. Un romanzo per riflettere sul bullismo, sul rapporto genitori-figli e su quanto siano importanti gli anziani in una società incapace di coltivare la memoria. Un libro che tra motti in latino, parallelismi con la storia d’Italia e riferimenti alla mitologia e alla scienza, può persino rivelarsi un testo divertente a sostegno della didattica tradizionale.

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