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LibrArte intervista la scrittrice Annalisa Stancanelli


A cura di Manuela Moschin

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Ciao Annalisa, è un grande piacere averti nel blog LibrArte. Innanzitutto complimenti per la tua carriera di scrittrice. La dedizione nei confronti dell’arte si percepisce leggendo ogni pagina dei tuoi libri. Seguo da tempo il tuo percorso di autrice. Come sai lessi in passato il tuo romanzo “Il vendicatore oscuro” dove, anche in questo caso, il protagonista è Caravaggio. Caravaggio, dunque, un artista al quale da tempo dedichi accurate ricerche tramite una profonda passione. Recentemente è uscito il tuo saggio “Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio fra arte, avventura e mistero” edito da Newton Compton Editori.

Ci parli della tua predilezione per questo artista?


Grazie Manuela per l’intervista e l’opportunità che mi dai di parlare del mio libro Forse non tutti sanno che Caravaggio. Caravaggio è un artista meraviglioso; io amo la storia dell’arte, in tutti i miei viaggi ho sempre visitato i Musei e le Gallerie d’Arte per ammirare pittori e scultori in tutto il mondo. Mi commuove l’arte di Raffaello, mi entusiasma il genio di Leonardo ma Caravaggio è l’unico che mi emoziona come nessun altro. Quando sono di fronte a una sua opera mi sento come se il pittore mi trascinasse dentro la scena, io mi sento lì, in mezzo ai protagonisti. Per vedere le opere di Caravaggio sono stata in Russia, Spagna, Germania, Malta, Francia, America, Inghilterra e progetto di fare altri viaggi; voglio ritornare a Firenze, Napoli e a Genova per ammirare le opere che si trovano in queste città. L’ultimo viaggio mi aveva condotto a Roma prima del lockdown ma non ero riuscita, ahimè, a rivedere il dipinto dedicato alla “Madonna di Loreto” perché la Chiesa dove era esposto era chiusa. Negli ultimi due anni per il mio progetto #inseguendoCaravaggio, pensa!, ho condotto la mia famiglia fino in Irlanda, a Dublino, per vedere il quadro ritrovato “Cattura di Cristo” alla Galleria Nazionale e sono tornata due volte a Londra, alla National Gallery. Cosa dire di più? Per Caravaggio andrei in capo al mondo!




«Ma chi era davvero Caravaggio?

Ogni volta che posiamo gli occhi su un quadro, e pensiamo ad alcune sue condotte, questa domanda nasce spontanea.»(da “Forse non tutti sanno che Caravaggio” di Annalisa Stancanelli).

Ora mi vorrei soffermare su questa frase tratta dal tuo saggio chiedendoti, in sintesi, che idea ti sei fatta di questo uomo talentuoso ed enigmatico?

La tua domanda nella sua formulazione contiene le due chiavi di lettura di Caravaggio, della sua vita e della sua opera; il talento e i misteri ancora irrisolti. Il pittore è stato un artista geniale ma è anche stato coinvolto in eventi ancora oggi poco chiari, ha ucciso un uomo ed è stato protagonista di diverse fughe.

Iniziamo dal principio….

Michelangelo Merisi, che noi chiamiamo Caravaggio dal paesino dove trascorse parte dell’infanzia, probabilmente è nato invece a Milano; quest’anno si celebrano i 450 anni dalla nascita avvenuta nel settembre del 1571. Grazie all’intuito di sua madre, Lucia Aratori, frequentò la migliore bottega d’arte di Milano, la bottega di Simone Peterzano diventando un maestro nell’ars pingendi. Dal 1592 al 1596 circa, però, iniziano gli enigmi attorno alla vita del pittore che confermano quell’aura di mistero attorno alla quale restiamo spesso spiazzati. Non si sa, infatti, dove sia stato in quel lasso di tempo. Alcuni biografi parlarono di un soggiorno a Venezia, altri storici ipotizzano un viaggio attraverso Bologna, Firenze per giungere a Roma, altri ancora accennano a una partecipazione alla Guerra di Ungheria; un biografo, invece, (Gaspare Celio) accenna addirittura a un periodo in prigione a seguito di un omicidio. Vedi? Caravaggio ancor prima di giungere a Roma è già al centro di un mistero. La sua vita, da quel momento, alterna alti e bassi, opere geniali e fulminanti cadute, spesso “sugli scudi” ma anche “nella polvere”; gli anni dal 1596 al 1606 sono ricchi di successi ma anche di grossi guai con la giustizia di cui narro diffusamente nel libro. Diverse volte finisce in prigione e poi uccide il Tomassoni; da quel fatidico evento inizia una spirale discendente che lo porta alla morte misteriosa nel 1610.