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LibrArte intervista la scrittrice Luigina Parisi


A cura di Manuela Moschin

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Buongiorno carissimi, oggi sono lieta di avere con noi la cara scrittrice Luigina Parisi, per la quale provo una grande ammirazione. Luigina è un’autrice eccezionale, che ho avuto l'opportunità di conoscere grazie al gruppo Facebook di Storie di Libri.

Ho letto la sua splendida raccolta di storie intitolata “Malurmia” e l’affascinante romanzo “Un abbraccio sospeso”. In entrambi ho colto tra le righe una particolare maestria nell’esprimere sensazioni profonde in uno stile fluido e mediante una narrazione seducente, in grado di catturare l’attenzione del lettore in modo intenso e avvolgente. Attraverso l’intervista avremo il piacere di sapere un po’ più di lei.


Ciao Luigina, ti ringrazio per aver accolto il mio invito. Prima di parlare dei tuoi scritti ci racconti un po’ di te?


Sono io a ringraziare te, per la tua attenzione.

Vivo in piccolo centro a sud di Gallipoli, a Racale, in provincia di Lecce, a due passi dal mare. Ho sempre vissuto qui, tranne per il mio periodo universitario durante il quale mi sono spostata a Bari e per un periodo di tempo a Verona. Amante delle scienze fin dalle scuole medie, mi sono laureata in Scienze Biologiche. Ho dedicato diversi anni all’insegnamento di materie scientifiche, frequentando anche corsi per migliorare la didattica.

Sposata da 30 anni, sono madre di tre figli, ormai grandi. Ho dedicato tutta la mia vita a loro, facendo anche rinunce lavorative importanti,delle quale mai mi pentirò.


Com’è nata la passione per la scrittura?


Mi è sempre piaciuto scrivere. Forse perché la mia passione per la lettura è iniziata molto presto e questo mi ha permesso di avere una certa dimestichezza con le parole, con quelle scritte perlomeno. Inoltre il mio carattere un po’ schivo e solitario mi ha permesso di sviluppare una sensibilità con cui ho dovuto fare i conti negli anni e che col tempo ho trasferito nelle storie e nelle poesie. È difficile tenere tutto dentro. Sì. Per me scrivere è sentirmi bene. Ho iniziato col classico diario segreto, in cui riversavo tutti i miei pensieri di adolescente. Poi adoravo i temi in classe di italiano che affrontavo felice. La scrittura vera e propria è iniziata negli anni universitari. Mi rilassavo scrivendo storie, e qualcuna l’ho pubblicata di recente, rivisitata con la maturità che gli anni mi hanno regalato.


Quali sono i tuoi autori preferiti?


L’elenco sarebbe lungo. Ho iniziato leggendo soprattutto autori che la scuola proponeva, Verga, Silone, Pavese, Pirandello, Calvino, ecc. Poi ho letto Erich Fromm e mi si è aperto un mondo, quello dell’introspezione e dell’analisi. Attualmente gli autori che amo sono quelli che indagano l’animo umano e che hanno uno stile di scrittura molto poetico; sì, mi piace la prosa poetica. Per cui apprezzo la scrittura di David Grossman, di Erri De Luca, dell’islandese Jon Steffansson, quella colta di Faulkner, ma adoro anche la scrittura asciutta e intensa di Steinbeck, la scrittura fresca di molti autori contemporanei che mi sorprendono per la genialità dei loro racconti. Amo il romanzo storico e le biografie.


Come sono nate le storie del libro “Malurmia”?

Malurmia è nato per caso. Ho vinto la pubblicazione di un libro di narrativa grazie a un racconto inviato a un concorso. Avevo pochi racconti degni di essere pubblicati oltre a quello vincitore. Ma avevo tanti scritti, molti dei quali iniziati e lasciati. Così mi sono messa a lavoro; e, rivisitando, completando, è venuta fuori una raccolta di racconti che rispecchiava molto il mio stato d’animo del momento. Mi sentivo una Malurmia, in cerca della sua identità, che credo di aver trovato nella scrittura.


“Un abbraccio sospeso” è un libro intrigante con una trama originale, che tratta temi molto attuali. È un testo ben costruito, che si fa divorare in breve tempo, basato su una serie di dialoghi particolari. È stato difficile per me sceglierne uno in particolare, poiché sono tutti stupendi:

«Gloria: Sei la mia porta verso il benessere dell’anima. Posso inviarti una mia poesia scritta qualche settimana fa?

È per te.

Luca: Trepido nell’attesa.»


Cara Luigina, ce ne puoi parlare?


Sì, Un abbraccio sospeso - Musicaos editore - è il romanzo che è uscito a luglio 2020 in piena pandemia, e il titolo sembra ricordarla; ma in realtà non ha nulla a che fare con essa. È una storia moderna, in cui i due protagonisti scelgono di conoscersi esclusivamente tramite chat. Adoro i romanzi epistolari e in questo romanzo ho voluto coniugare appunto il dialogo epistolare con i mezzi di comunicazione moderni, messaggi e e-mail. Alternata alle chat una voce narrante compare a dare maggiore spessore ai personaggi, a descriverne la vita e dunque a completare il quadro.


Com’è nata l’idea di scrivere “Un abbraccio sospeso”. Ti sei ispirata a qualche lettura o autore particolare, oppure deriva dalla tua immaginazione?


E’ un romanzo che è nato giorno dopo giorno da riflessione che ho raccolto tra le tante cose scritte nel corso degli anni e che ho adattato alla storia di fantasia. Ma man mano che i personaggi prendevano forma erano loro a ispirare le mie parole. Ne son venuti fuori con un loro carattere e loro pensieri. Due storie difficili che si incontrano e si abbracciano nel web.


Le bellezze del Salento, con il suo meraviglioso mare,compaiono nel romanzo “Un abbraccio sospeso”, mediante un linguaggio coinvolgente e denso di poesia. Ci sono vari passaggi dove le racconti con trasporto: «Sai, Gloria, vivo in un posto bellissimo, dove il sole non manca quasi mai, il mare è a due passi con la sua bellezza a cui non ci si può abituare, mutevole avvolgente. Al mattino ci fa allargare un sorriso e a sera, quando il sole vi si abbandona senza più remore, ci dà quella gioia che induce ad aspettare un’altra alba ancora, perché abbiamo bisogno di miracoli ogni giorno. Il suo profumo poi agita il respiro come amante sublime nelle cui braccia è facile dimenticare le inibizioni.»

Descrivi gli incantevoli paesaggi salentini, ma parli anche di desertificazione e di inquinamento.

Il libro rappresenta per te anche un’occasione per poter affrontare e diffondere alcune di queste tematiche rilevanti?

Sì, a dire il vero la storia di Linda, una donna che affronta il cancro al seno, è la prima che è nata, in autonomia, molto prima che avessi l’ispirazione per il romanzo. Volevo parlare della bellezza della mia terra e della mia gente, ma anche dell’incuria e dei comportamenti criminali che hanno inquinato il suolo, le acque e l’aria, e che hanno portato alla diffusione di malattie mortali o comunque drammatiche da affrontare.


Oltre a scrivere libri, ti dedichi anche alla poesia. I pensieri che esprimi sono delicati e intensi. In quale modo ti sei avvicinata alle composizioni poetiche?


Ho iniziato a comporre poesie nei primi anni del liceo. Amavo la letteratura e in particolare la poesia. Erano poesie semplici, che a leggerle ora mi fanno sorridere, ma riflettevano la vita di una ragazzina di provincia con grandi sogni e poca esperienza.

La poesia è fondamentale nella mia vita. Mi permette di esprimere i miei pensieri, i miei stati d’animo senza dover spiegare troppo. È una sorta di esercizio liberatorio. Ho cominciato a leggere poesie fin da piccola, per cui lo scriverne è stato un evento naturale come camminare. Non ho la presunzione di essere una poetessa. Leggo poesie e ne scrivo con molta umiltà. Se poi piacciono o commuovono non può non farmi che piacere.


Hai progetti letterari per il futuro?

In questo periodo non sto scrivendo molto. Dopo un anno di scrittura ho voglia di leggere. Ed è quello che sto facendo. Inoltre sto raccogliendo i frutti di ciò che ho scritto e pubblicato e questo mi riempie di gioia. Io per scrivere devo essere un po' triste; e in questo periodo sono felice.

Ma qualcosa intanto gira nella testa. Vedremo.


Per concludere c’è qualcosa che non ti ho chiesto, ma che vorresti dire?


Vorrei aggiungere che sono stati necessari molti anni per me affinché riuscissi a rendere pubblico ciò che scrivo. L’estrema riservatezza mi blocca ancora oggi dal decidere di pubblicare una qualche silloge poetica. La poesia ti espone molto. Solo la maturità degli anni mi ha permesso ultimamente di condividere pubblicamente i miei versi, pur ritenendoli semplici espressioni della mia sensibilità. Il romanzo e i racconti invece mi permettono di esprimermi con più disinvoltura perché nati dalla mia fantasia. Mi piace creare personaggi dal nulla, portarli a vivere storie e sentirmi parte di esse.


Ti ringrazio Luigina è stato piacevole dialogare con te. Complimenti per la tua carriera di scrittrice.

Manuela

La scrittrice Luigina Parisi

Luigina Parisi vive a Racale. È laureata in Scienze Biologiche presso l’Università di Bari, ha insegnato per diversi anni materie scientifiche. Il suo amore per le scienze e l’attività didattica non le hanno impedito di coltivare la scrittura, sia poetica che narrativa, fin dall’adolescenza. Ha partecipato e vinto diversi concorsi letterari. Nel 2019 la raccolta di racconti Malurmia, risultata vincitrice al concorso Clepsamia 2019, è stata pubblicata dalla casa editrice Vj Edizioni.


Il libro “Un abbraccio sospeso”

«Gloria: Ciao, sono a casa, niente lavoro oggi. Ho studiato fino ad ora. Ma è tutto il giorno che penso a ciò che mi hai detto, riguardo l’amicizia.

Sento più amico te che certa gente che frequento ogni giorno e con la quale non riesco mai a entrare veramente in contatto. Non ci si parla veramente, si blatera di tutto, ma senza arrivare mai al nocciolo di sé stessi, senza mai aprirsi veramente. Abbiamo paura, paura degli altri. Di te non ho paura. Come potrei? Anche se tu fossi un serial killer, non potresti mai trovarmi. 😅😅😅»

(da “Un abbraccio sospeso” di Luigina Parisi)


L’incontro di Gloria e Luca avviene per caso, quando un banale imprevisto diviene il pretesto per approfondire una conoscenza. Ciò che avviene giorno dopo giorno è la costruzione di un’amicizia che diviene sempre più salda. Gloria vive una storia difficile con Michele, e trova sostegno nelle email e nei messaggi che scambia con Luca, con cui finisce per raccontarsi, giorno dopo giorno. Si tratterà di un incontro che cambierà le loro esistenze. Chat, squilli, notifiche, messaggi, la realtà di una vita virtuale affianca la quotidianità di Gloria, tra gli studi universitari a Milano e l’amata città di Castro, che la attende in ognuno dei ritorni in questo romanzo dove – come scrive Chiara Armillis nella sua postfazione – “Lo stile semplice ed etereo, rende la lettura immediata e scorrevole, la scrittura depurata da virtuosismi e sovrastrutture è una Prosa viva ed elegante, dal taglio intenso e deciso, dal movimento elastico, dalla cadenza delicata e ordinata, capace di destare l’entusiasmo del Lettore e di scatenare la voglia di Leggere e Ri-leggere”.


Il libro “Malurmia”

«Dove vanno i sogni mai realizzati, le poesie pensate e mai scritte, la musica trasformata in note, quel dipinto fantasticato, quei pensieri lievi che arrivano all’alba di verità emerse dal sonno, ma che si è troppo pigri per sgusciare dal letto e fissare su carta?»

(Da "Malurmia", 2020, Luigina Parisi)

"Malurmia. Perché questo titolo? Mi ha sempre affascinato l'ombra, più della luce; e amo il sole perché sa scagliare ombre potenti sulle strade della vita. Credo sia soprattutto nell'ombra che risieda l'essenza di ognuno, e che sia l'ombra a dare significato alla luce. Malurmia è il termine dialettale salentino con cui si indica un'anima che vaga, forse in pena, a cercare qualcosa che chi la vede non capisce; appare come un'ombra incompresa, appunto una mal'ombra, e tutto ciò che non viene compreso inquieta. È anche il termine scherzoso con cui le nonne scacciavano noi bambini quando bazzicavamo loro intorno senza apparenti motivi. E noi, che quel termine ci attraversava, trasparenti come eravamo, cercavamo i motivi che grondavano dalle loro mani sempre in movimento, perché oziare non si poteva. Malurmia per me è ciò che ci portiamo dentro, è l'inquietudine che ci permette di alzare il volto al cielo e chiedere, è lo sguardo che scava e si interroga. In questa serie di racconti ho cercato di portare alla luce le ombre che gli animi più sensibili si portano dietro, spesso ignorate o volutamente sepolte." (L'autrice)


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