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  • Manuela Moschin

Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco

Recensione


A cura di Manuela Moschin

Simona Sparaco si è ispirata alla tragedia vissuta dai genitori di figli che persero la vita nel rogo della Grenfell Tower di Londra, nel giugno del 2017, nel quale morirono più di settanta persone:”Un evento che ha scioccato mezzo mondo. Me compresa”. (Simona Sparaco)

Il libro, invece, è ambientato in Germania, in un palazzo di Berlino, drammaticamente distrutto da un incendio. 

È proprio da questa terribile vicenda che emerge un racconto veramente coinvolgente, di forte impatto emotivo, dove i rapporti umani e gli affetti familiari hanno un ruolo fondamentale. Attraverso un linguaggio semplice e una narrazione scorrevole, l'autrice ha dato vita a personaggi di varie culture, ognuno con una storia rilevante e inconsapevolmente legati da un comune destino.

E' fondamentale il rapporto di empatia che si crea con i protagonisti, prima dell'incendio. Sin dalle prime pagine, infatti, la scrittrice coinvolge il lettore facendolo familiarizzare con loro, entrando nelle loro vite con delicatezza, inducendolo a compiere continue meditazioni e analisi. 

Il filo conduttore riguarda un tema toccante, ovverosia il legame indissolubile che unisce la madre al figlio, quale forza motrice e processo naturale. Quel rapporto madre e figli, quell’affetto viscerale, che si viene a creare fin dal concepimento, affiora progressivamente nel romanzo, lasciando un senso di tenerezza e di commozione.

Una storia struggente di coraggio e di amore, che si intreccia magistralmente alle pene, alle incomprensioni e alle inquietudini vissute dai protagonisti: Alice la studentessa italiana in Erasmus che non accetta il carattere apprensivo della madre, cercando di allontanare le sue attenzioni. Lei alla sua insaputa vive a casa del compagno Matthias;

Naima, una madre in sedia a rotelle, che patisce per il figlio Bastien, sempre più distaccato e assente, finito nella spirale della droga. Una sofferenza ben più grande della sua stessa malattia;

Polina la ballerina russa diventata da poco madre, ma che vive un rapporto conflittuale con la maternità;

la barista turca Hulya trasgressiva e coraggiosa, ma che non vive nella palazzina. Queste figure hanno tutte una parte centrale che si intervalla tra un capitolo e l’altro, stimolando il lettore a riflettere nei confronti di una letteratura che lascia un segno indelebile.

Complimenti Simona, sono rimasta affascinata dalla tua scrittura!


Il libro

Non c’è morte che non presupponga una rinascita. Imparare a decifrarla può dare un senso a tutto ciò che resta. Persino alla cenere. È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.


L'autrice Simona Sparaco

Il suo romanzo di esordio è Lovebook. Con Nessuno sa di noi, è arrivata finalista al Premio Strega. Nel 2014 ha pubblicato con Giunti Se chiudo gli occhi, che nel 2015 ha vinto la nona edizione del Premio Tropea ed è stato tra i vincitori del Premio Salerno Libro d’Europa. Nel mese di marzo 2016 con la casa editrice Giunti pubblica Equazione di un Amore.Nel 2019 ha vinto la prima edizione del premio DeA Planeta con il romanzo Nel silenzio delle nostre parole (DeA Planeta). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Sud America, Giappone, Inghilterra e Russia. È la compagna di Massimo Gramellini con cui ha avuto un figlio, Tommaso.

Vi ringrazio e vi saluto con affetto.

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