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  • Manuela Moschin

Segnalazione del libro intitolato "Berlino - il luogo dell'anima" di Nadia Finotto

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Buongiorno oggi vi segnalo il libro di Nadia Finotto che si intitola "Berlino - il luogo dell'anima." Si tratta di una Collana chiamata Cahiers di viaggio edita da Historica Edizioni. 

Complimenti Nadia!

Sinossi 

Il luogo dell'anima, quel posto che, quando lo trovi, capisci immediatamente che non vorresti essere da nessun'altra parte. Per l'autrice questo luogo è Berlino. Il lettore si troverà di fronte alla tragicamente nota costruzione fatta di mattoni e storia che ha diviso in due la stessa gente, parteciperà alla metamorfosi che ha trasformato la città da brutto anatroccolo a bellissimo cigno, passando attraverso racconti, a tratti ironici, di restauri e ricostruzioni, ma anche di passeggiate, gite in barca e piccoli particolari. Un libro da leggere lasciando aperte le finestre del cuore per lasciare spazio a sensazioni, immagini e suoni attraverso il tempo e lo spazio.

Ecco un estratto tratto dal IV capitolo:  Al di qua – La mia casa a Berlino 

Non so descrivere come mi sento tranquilla e rilassata mentre passeggio lungo i viali alberati, sento la fresca aria estiva sul viso e vedo il sole limpido ed il cielo di quell’immenso blu che sempre mi rapisce. Non so descrivere cosa sia che mi lega così tanto ad una città che non è mia. 

Ma qual' è la città, per me, cittadina d'Europa che si trova bene dappertutto e che quando se ne va dalla comunque bella Torino, raramente tornerebbe indietro? 

Perchè Berlino e non un'altra? 

E' come se Berlino fosse vita, la vita sempre nuova e sempre diversa che più mi piace fare, ma è sempre lì, con la sua presenza sicura e solida. Solida come la simpatica onnipresente Fernsehturm che è sempre visibile e svetta con i suoi 368 metri di altezza e che vedi fare capolino tra i palazzi o tra gli alberi da qualsiasi parte tu vada. 

Non si contano ormai più le volte in cui sono passata lungo le rive della Spree nei pressi della Stazione centrale o ai piedi dei palazzi del Governo o al Nikolaiviertel, eppure non smettono mai di piacermi le sedie a sdraio dei chioschi-bar, i traghetti passeggeri che starei a guardare per ore, la chiusa al Nikolaiviertel, il profumo degli alberi e dell'acqua, i corvi e i gabbiani, le crociere sui fiumi della città, la gente che si fa i fatti propri, ma che se ti vede in difficoltà è pronta ad aiutarti. Quella stessa gente che ti parla anche se non ti ha mai vista prima e senti forte la sensazione che qui ci sia ancora fiducia nel prossimo, che tanto manca invece dove vivo io. 

Qui non ho paura che se qualcuno mi si avvicina per parlarmi sia per poi scipparmi la borsa perchè qui puoi andartene e lasciare l'auto aperta senza che nulla venga rubato, o dimenticare un pacchetto di sigarette su di una panchina in un luogo affollato e tornare dopo mezz'ora e ritrovarlo. 

Grande città a misura d'uomo. 

Ma se dovessi pensare ad un posto dove abitare che fosse adatto alle mie finanze e tranquillo, c’è un luogo della città che mi ha colpita in modo particolare. 

Sto parlando dei palazzi che maestosamente fiancheggiano l’amplissimo viale alberato che va sotto il nome di Karl-Marx-Allee, nel quartiere di Friedrichshain, 

E’ una zona molto particolare della ex Berlino Est. L’imponenza dei palazzi e l’unicità architettonica dà un po’ la sensazione di trovarsi in una città sovietica, anche se io in una città sovietica non ci sono mai stata. Per ora. 

L’ampiezza del viale, con tre corsie per ogni senso di marcia e ai lati alberi e spazi verdi che separano la strada dai palazzi, mi comunica una piacevole sensazione di libertà. 

Passeggiando lungo il monumentale viale si ha il sentore di essere davanti a qualcosa di veramente speciale. 

Lungo tutta la Karl-Marx-Allee sorgono i maestosissimi palazzi, quelli che all’epoca della costruzione vennero chiamati “Palazzi dei Lavoratori”, frutto di un grandioso progetto di costruzione in stile neoclassicismo socialista detto anche, e la cosa mi fa particolarmente divertire, Zuckerbäckerstil, stile della torta nuziale. 

In un primo momento proprio non capivo per quale motivo si potesse dire che questi palazzi avevano lo stile di una torta nuziale. 

Di primo acchito per me una torta nuziale è un qualcosa con molti fronzoli, potremmo dire un qualcosa di parecchio barocco, se vogliamo metterla sull’architettonico. 

Questi invece sono palazzi alti e squadrati, con uno stile pulito e sobrio, senza fronzoli e molto eleganti, grazie anche al fatto che le loro facciate sono interamente rivestite con piastrelle chiare di porcellana Meissen. 

Poi ho capito. La torta nuziale del tipo a più piani, ha piani squadrati e alti, man mano con circonferenza sempre più stretta fino ad arrivare all’ultimo in alto, il più piccolo, con le figurine dei due sposini al centro. 

Ecco! Tutti i palazzi come quello della Cultura e Scienza di Varsavia, sparsi in molte città delle nazioni dell’Est europeo, Mosca compresa dove la torta nuziale è il palazzo dell’Università statale, sono fatti esattamente così, come una torta nuziale. 

Quando sono stata qui la prima volta, sono rimasta colpita dalla maestosità dei palazzi, così come anche dal progetto ambizioso che ci stava dietro. 

Purtroppo, come tutto il resto della città, erano anch’essi tristemente lasciati andare. Moltissime delle piastrelle erano pericolanti per non parlare della quantità di parti in cui le piastrelle non c’erano nemmeno più. Gli androni erano malridotti, c’erano brutti graffiti sui muri, i giardini davanti e dietro erano un ammasso di sterpaglie. 

Loro, i palazzi, si ergevano fieri, come soldati che hanno perso molte battaglie, hanno le divise mezze stracciate e sono rimasti quasi senza armi, ma sanno che il loro combattimento è stato fondamentale e che la guerra non è ancora finita. 

Percorrere quel viale leggendo ciò che le guide raccontano è un po’ come passeggiare dentro la storia. Fermarsi a leggere ogni tanto quello che riportano le iscrizioni lungo la strada e vedere le vecchie fotografie delle fasi della costruzione della metropolitana negli anni ’20, la U5 che corre proprio sotto il grande viale, è davvero fare un balzo indietro nel tempo. 

Nel corso degli anni, piano piano, anche questi bei palazzi sono stati ristrutturati quasi totalmente ed ora hanno ripreso quasi completamente quello che doveva essere il loro iniziale splendore. 

E poi si arriva al fondo della K-M-A ed ecco la Frankfurter Tor, maestosa conclusione di un piacevole percorso storico. 

I due eleganti palazzi all’angolo tra la Wahrschauer Strasse e la Karl-Marx-Allee che la compongono, sono a forma di colonna quadrata e sono sormontati da due maestose torri con cupola. Costituiscono la parte dove si conclude l’ardito progetto architettonico dei Palazzi dei Lavoratori. 

Dalla Karl-Marx-Allee, tenendosi alle spalle la Frankfurter Tor e guardando dritto di fronte a sé, si può ammirare la simpatica Torre della Televisione, la Fernsehturm, che si staglia all’orizzonte con la sua sfera rotonda e la punta acuminata. 

Per me che amo questa città, lo spettacolo che offre il sole che tramonta proprio sul viale ed infuoca il cielo di Berlino incorniciando di giallo, arancione e rosso la silhouette scura della Torre è quanto mai spettacolare. 

Mi fermo tra le aiuole del viale, guardo il cielo colorarsi dietro quella simpatica Torre e sorrido. Sempre ed ogni volta sono contenta di essere ancora lì a respirare l’aria frizzantina di quella ennesima sera d’estate dalla quale non mi staccherei mai. 

Proprio lungo questo viale ho anche trovato uno dei locali dove cucinano la migliore carne che io abbia mai mangiato. Non sono un’amante della carne, ma qui è cucinata in modo talmente divino che ci torno sempre volentieri. 

Non sono mai stata qui d’inverno e non so come può essere, ma l’estate per me è particolarmente piacevole perché c’è un clima meravigliosamente asciutto. Anche se ci sono più di trenta gradi, ci si può spostare all’ombra e si trova sempre un po’ di brezza. Non c’è nemmeno l’ombra dell’umidità che a Torino tanto io odio, dove si gronda di sudore anche senza muovere un dito. 

La mia casa a Berlino vorrei fosse qui, per poter vedere ogni giorno questi “tramonti sulla Fernsehturm”, dove spesso gli aerei lasciano scie luminose e dove, nonostante il traffico che scorre sulle famose sei corsie in tutto, c’è una gran tranquillità.

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Chi è Nadia Finotto?

Nadia Finotto nasce a Vercelli negli anni ’60 e poco dopo si trasferisce con i genitori a Torino. 

Innamorata delle auto, inizia a scorrazzare per l’Europa esclusivamente con la propria auto percorrendo centinaia di migliaia di chilometri, visitando la maggior parte dei Paesi europeied accumulando esperienze a contatto con la popolazione.

Appassionata di fotografia, documenta i suoi viaggi con innumerevoli scatti ritraendo soprattutto paesaggi, siano essi naturali o scorci architettonici cittadini.

Collabora con un collettivo di scrittori dal nome di NoveFacoceri, con i quali ha pubblicato due ebooks di racconti e due diavventure dell’improbabile Ispettore Ferrario, da loro inventato.

La Casa Editrice Historica ha pubblicato svariati suoi racconti in altrettante raccolte nella collana Antologie 

Titolo: "Berlino - il luogo dell'anima"

Autrice: Nadia Finotto

Data pubblicazione: 30 aprile 2019

Editore: Historica Edizioni

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