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  • Manuela Moschin

Segnalazione del libro intitolato "Cuore di ragno" di Lucio Sandon

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Buongiorno, oggi vi segnalo il libro intitolato "Cuore di ragno" di Lucio Sandon che ha avuto il primo posto sia al premio Amori Sui Generis - Città di Grosseto, che al premio Velletri Libris di Velletri. 

Congratulazioni Lucio!

Sinossi

Angelo si sveglia la mattina del 5 marzo del 1861 con un piano ben preciso: deve uccidere l’uomo che mesi prima ha violentato sua madre e poi l’ha brutalmente assassinata. Angelo è un ragazzo un po' ribelle, con poca voglia di studiare e in vena di fare continuamente scherzi anche un po' crudeli, specialmente ai danni due zie che lo accudiscono. Angelo ha tredici anni, e vive nella torre che sovrasta la baia di Ieranto, di fronte a Capri. Un luogo stupendo, dove suo nonno Angelo si è ritirato a vivere dopo la morte del figlio maggiore, chiudendo per sempre il suo palazzo nel centro di Napoli, per protesta contro il re che non aveva concesso la grazia al proprio figlio. La vita, in quel borgo incantato si è sempre svolta tranquilla, finché Ciccio il craparo, il padre di Gennarino (il migliore amico di Angelo), non ha assassinato la bellissima Sofia, e le ha strappato dal petto il suo monile. 

A Palermo, alcuni militari inglesi arruolati nella spedizione dei mille, si recano presso la banca centrale dello stato delle due Sicilie, e consegnando ai dirigenti una ricevuta firmata da Garibaldi in persona, prelevano dal caveau dell’istituto tutto l’oro dello stato borbonico, e lo caricano sul vapore Ercole in partenza per Genova. 

Nel momento stesso in cui Angelo uccide con un colpo di fucile l’assassino di sua madre e si riprende il monile, il vapore Ercole esplode nel mare tra Capri e Ieranto: gli inglesi avevano scaricato l’oro in un gozzo che li aspettava, e avevano dato fuoco alla miccia della dinamite caricata nella stiva della nave, che affonda con tutto il suo carico umano. Il commando inglese approda a Ieranto, uccide i pochi abitanti del borgo per eliminare i testimoni, e rapisce il nonno per usarlo come guida. Devono raggiungere Teano, dove li aspettano i commilitoni, per trasferire l’oro in Inghilterra. 

La madre di Angelo gli appare in visione mentre lui è svenuto, e gli rivela di essere lei stessa discendente di Annibale, il condottiero punico, e che suo nonno custodisce un pugnale appartenuto al generale cartaginese. L’antica arma ha delle particolari proprietà, così come lo strano monile appena recuperato dal ragazzo. Angelo e Gennarino salvano la giovane Marianna, coetanea e figlia di una vicina recuperandola in extremis dal pozzo dove si era nascosta, poi tutti e tre insieme si mettono alla ricerca degli inglesi, con lo scopo di raggiungerli e cercare di liberare il nonno di Angelo. I tre giungono alla casa del capitano Carmine dell’Aquila, lo zio di Angelo, diseredato da suo padre. L’ex militare però, dopo aver ascoltato la loro storia, li tradisce e chiama la polizia. I ragazzi fuggono con l’aiuto di Picchipò, il fedele maggiordomo del palazzo napoletano di nonno Angelo, e ora maggiordomo di zio Carmine. Con loro portano Uruk, il grosso mastino di casa, animale dall’aspetto terribile ma per nulla feroce. Tutti insieme sfuggono ai sicari mandati dallo zio, il quale vuole appropriarsi di tutta l’eredità della famiglia dell’Aquila, e possibilmente anche dell’oro rubato dagli inglesi. Giunti a Napoli, i tre si uniscono a una banda di briganti che accettano di aiutarli, ma anche qui vengono raggiunti da zio Carmine al comando di un reparto di bersaglieri. Dopo altre peripezie e l’innamoramento tra Angelo e Marianna, il gruppo senza Gennarino ucciso dai bersaglieri, giunge sul punto di incontro tra i garibaldini inglesi e i loro compatrioti, ma l’appuntamento viene vanificato dai carabinieri, che li attendevano al varco. Gli inglesi vengono fucilati e l’oro recuperato. Nonno Angelo, viste le sue condizioni precarie era stato abbandonato a Napoli, così Angelo e i suoi amici devono tentare di precedere zio Carmine, il quale potrebbe avere l’intenzione di uccidere suo padre, che odia da anni. 

Il racconto è fatto in prima persona da Angelo in modo autoironico, e descrive lo stupore del ragazzo per il cambiamento dei suoi sentimenti verso Marianna, che vede come una coetanea antipatica e dispettosa, per passare con molta difficoltà in affetto e ammirazione, e poi in amore. Sarà proprio Marianna a salvare Angelo dalla morte.

Titolo: Cuore di ragno

Autore: Lucio Sandon

Pagine:272

Editore: Graus Edizioni

Data di pubblicazione: 18 luglio 2019

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