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  • Manuela Moschin

Tiziano nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia


Tiziano Vecellio “Pala dell’Assunta” (1516-1518) dipinto a olio su tavola, 690x360 cm. Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari - Venezia

A cura di Manuela Moschin

In questo articolo vi parlerò di un'opera conservata nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia (inizio costruzione 1250 completamento 1338): “l’Assunta” di Tiziano Vecellio. La solenne chiesa realizzata in cotto con una decorazione esterna gotica, essendo lunga centodue metri impressiona per le sue grandi dimensioni. Il suo impianto è  a forma di Tau, uno dei simboli presenti in San Francesco. L’interno, affascinante e monumentale, può essere considerato un vero museo per la grande quantità di opere d’arte conservate.

Entrando nella Basilica si rimane affascinati e attratti da uno dei capolavori più prestigiosi eseguiti da Tiziano.

Mi riferisco alla Pala dell’Assunta che, conservata nell'altare maggiore, fu commissionata a Tiziano nel 1516 dal padre guardiano del convento dei Frari Germano da Casalea. L’opera rappresenta, dal punto di vista iconografico, un’innovazione, in quanto, nella scena dell’Assunzione, l’artista non raffigurò la morte o la sepoltura di Maria, come venne tradizionalmente raffigurata in passato, ma la ritrasse mentre sta miracolosamente ascendendo in paradiso, sopra una vaporosa nuvola, tra lo stupore dei cherubini. 

Tiziano riprodusse sul dipinto la narrazione su tre registri sovrapposti, dove in basso vi sono gli apostoli con le braccia protese verso il cielo, nei quali si nota l’espressione di meraviglia per l’avvenimento soprannaturale. L’espressione del volto della Madonna è dolce e radioso. Il suo abito estremante realistico, appare in movimento gonfiato dal vento. Al vertice della composizione appare il Padre Eterno che si leva con le braccia aperte. L’artista lo ritrasse in controluce, per dare maggior risalto alla luce divina presente sullo sfondo. I colori accesi nei rossi e nei verdi dei mantelli degli apostoli, il rosso della veste della Vergine, la luce e il movimento creano un’immagine alquanto realistica. La pala fu immediatamente apprezzata dai contemporanei per il suo evidente dinamismo, tra di essi ci fu lo scrittore Ludovico Dolce (1508 o 1510-1568) che nel suo “Dialogo” (1557) asserì in tono poetico: 

“…Gli fu data a dipingere una gran tavola all’altar grande della Chiesa de’ Frati Minori: ove Titiano pur giovanetto dipinse a olio la Vergine, che ascende al Cielo, fra molti Angioli, che l’accompagnano, e di sopra lei affigurò un Dio Padre attorniato da due Angioli. Par veramente che ella ascenda, con un volto pien di humiltà; e il panno vola leggiadramente…”. 


Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari - Venezia
Interno della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. “Pala dell’Assunta” (1516-1518), Tiziano Vecellio.

La Pala rimanda alla contemporanea pittura toscana e romana, ma con un uso originale e inedito del colore, che tramite i suoi contrasti naturalistici, ne accentua la drammaticità della scena. Pare che i frati criticarono il pittore a causa dell’eccessiva monumentalità delle figure degli apostoli e che invece decisero di conservarla, quando seppero che l’ambasciatore imperiale austriaco desiderava acquistarla. 

Giuseppe Borsato (1770-1849) nel dipinto intitolato “Commemorazione a Canova” (1824).
Tiziano Vecellio “Autoritratto” (1562)

Tiziano (1488/1490-1576) nacque a Pieve di Cadore in provincia di Belluno. All’età di nove anni si trasferì a Venezia, dove divenne il primo pittore. Nel 1533 la sua fama crebbe talmente tanto da essere nominato il pittore ufficiale dell’Imperatore Carlo V per il quale realizzerà molti ritratti.

La peculiarità innovativa di Tiziano consiste nella sua tecnica pittorica. Egli, infatti, maturò uno stile molto personale, concernente l’uso dei colori che il maestro stendeva in modo rapido e a volte impreciso, conferendo ai dipinti una vivezza e un realismo di grande profondità psicologica. Negli ultimi anni dipingeva quasi senza pennello, applicando persino il colore con le dita. Lo storico cinquecentesco Ludovico Dolce scrisse dell’artista:

 “cammina di pari passo con la natura: onde ogni figura è viva, si muove, e le carni tremano”.

Per approfondire vi invito a consultare il link: https://www.librarte.eu/post/tiziano-bellini

Vi ringrazio e vi saluto con affetto.

Manuela

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