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  • Manuela Moschin

Ugo Nasi e il suo "Arcana Rubris"

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Carissimo Ugo, ti ringrazio per averci concesso questa intervista che tra l'altro è molto coinvolgente, piacevole e ricchissima di aneddoti curiosi. A tal proposito mi rivolgo a voi lettori invitandovi a dialogare con Ugo commentando nel presente post. Lo scrittore sarà lieto di rispondervi, vero Ugo?

Certamente, se ci saranno delle domande ulteriori… sarò ben lieto di provare a rispondere.

- Ho avuto il piacere di leggere “Arcana Rubris” e di dedicargli un articolo. Vi lascio il link dove troverete la recensione e qualche curiosità relativa ai simboli celati nel celebre dipinto “I coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck: 

https://larteraccontataneilibri.blogspot.com/2018/12/jan-van-eyck-e-i-simboli-celati-nel.html

- Prima di parlare del tuo affascinante thriller storico “Arcana Rubris” ti pongo alcune domande per scoprire in quale modo hai raggiunto la tua carriera di scrittore: 

- Quando hai cominciato a scrivere? Cosa scrivevi all’inizio? 

Se intendiamo scrivere romanzi e racconti direi dal 2015, ma se devo svelarti un segreto (non troppo segreto) in realtà scrivo da sempre. Come non potrei visto che sono un avvocato… ? Può sembrare una battuta ma non lo è più di tanto. Fare l’avvocato, soprattutto l’avvocato civilista significa dover e saper predisporre atti giuridici, i quali contengono “narrative”. Proprio così… narrative. E quindi capisci che il “narrare”, tutto sommato, viene abbastanza facile per uno che come me, è impegnato giornalmente nel redigere racconti, seppur destinati a ben altra platea, quella delle aule d’udienza. Già dall’inizio ho scritto thriller storici perché è il genere che prediligo insieme ai Legal Thriller. 

- A quale genere letterario appartengono i libri che leggi o che hai letto in passato? 

Da questo punto di vista sono un “onnivoro” in senso letterario. Si insomma… leggo di tutto. Diciamo che comunque alla saggistica preferisco la narrativa. Se vuoi ti indico alcuni libri che mi hanno colpito particolarmente: A costo di apparire antiquato ma… “I Promessi Sposi” tutta la vita! Non solo la storia, ma soprattutto la tecnica di scrittura di Alessandro Manzoni, il modo di buttar sulla carta sensazioni, sentimenti, spiritualità così difficili da tradurre in parole scritte, ma che lui – maledetto brianzolo - è riuscito a risolvere con una semplicità disarmante. Un romanzo che a mio modo di vedere è un’opera “aulica”. E pensare che quando lo studiavo a scuola… va beh ma questa è un’altra storia… Venendo però ai nostri tempi: Open di Andrè Agassi, I Cigni di Leonardo di Karen Essex, Io e te di Niccolò Ammaniti, I dodici abati di Challant di Claudia Mancinelli, tutti - ma dico tutti - i romanzi di John Grisham e poi ancora, La biblioteca dei morti di Glenn Cooper e Il codice Da Vinci di Dan Brown. 

- Ci racconti l’emozione del tuo primo libro pubblicato? 

E’ stata un’emozione veramente indescrivibile. Ricordo che sono stato raggiunto da una telefonata giusto dopo aver fatto la spesa al supermercato. Rispondo, mentre carico sull’auto le casse di acqua, e dall’altro capo del telefono si presenta una tipa dicendomi che è l’editor della Casa Editrice Kairòs e che è rimasta letteralmente “rapita” da LE PAGINE PERDUTE. Dall’emozione ho rischiato di farmi cadere sul piede la cassetta dell’acqua. C’è mancato veramente poco… Ora potrei essere qui a raccontarti questo aneddoto munito di stampelle! 

- Come nascono le storie che racconti? 

Nascono da flash, fotogrammi quasi impazziti di fatti che – presi così nella loro soggettività hanno poco significato -. Quasi come foto su Instagram. Ma che poi recuperano una loro dimensione man mano che quelle storie brevi assumono un’anima, una trama sempre più compiuta. Mi piace una situazione che mi frulla per la testa al momento, e che poi butto giù sulla tastiera… e da lì ci costruisco un romanzo. Mentre ti rispondo - per esempio - mi è balenata l’idea di un uomo che a mezza notte, con la pioggia battente, cammina sospeso a più di cento metri d’altezza su di un cavo di acciaio sottilissimo, come un funambolo, su Piazza del Duomo a Milano. Cosa ci fa lì… ? E perché… ? Non chiedermelo, perché sinceramente non lo so. Ma un thriller potrebbe iniziare così, che ne dici?

- Beh, potrei dire che, essendo dotato di una smisurata fantasia e di una grande capacità narrativa, ne uscirebbe sicuramente un libro piuttosto interessante e avvincente.  

- Quali sono le fonti d’ispirazione dal momento in cui decidi di scrivere un libro? I tuoi racconti contengono riferimenti tratti da esperienze reali, autobiografiche o dalla tua immaginazione? 

Scrivendo essenzialmente Thriller Storici mi avvalgo di misteri reali – soprattutto medievali – non ancora risolti e di cui cerco di dare una mia interpretazione. Non c’è che l’Imbarazzo della scelta vivendo in un posto fantastico come l’Italia. Lo sai che sto realizzando anche video storici? 

- Si Ugo, certamente ho avuto modo di vedere l'interessante video intitolato "L'affresco profano dell'albero dell'abbondanza" situato a Massa Marittima. Una storia molto singolare che mi ha incuriosita moltissimo. 

Vi consiglio di vederlo, eccovi il link: 

https://youtu.be/MI-bND437zE

E’ un passatempo che mi diverte e mi permette di scoprire tante storie misteriose. Ti svelo un segreto. E’ in montaggio un mio video che racconta di una “santa” in vita, che venne dichiarata strega da morta… Ti rendi conto? 

- Wow straordinario! Attendo impaziente di vederlo! 

Si chiamava Guglielma di Boemia. E anche questo potrebbe essere lo spunto per un Romanzo o un Thriller Storico. Però scrivo anche Legal Thriller. E in questo genere gioco per così dire in casa essendo avvocato. Parlo de IL DEPUTATO che ho scritto nel 2017. E’ la storia di un giovane avvocato che viene assunto dallo studio legale più importante di Roma, retto da un principe del foro, che è anche deputato della Camera. Questi lo incarica di seguirlo anche nella sua attività politica per aiutarlo a far approvare alla Camera una legge che autorizza la produzione di un misterioso farmaco. Nel contempo a Roma avvengono delle strane morti… 

- Ci sono state letture particolari o scrittori che hanno ispirato il tuo lavoro? 

John Grisham indubbiamente. Mi piace il suo lessico forbito ma di periferia americana, il suo modo di scrivere slang ma come un manager di Oxford. Come se tu incontrassi in una via buia e malfamata di San Francisco un clochard che da dietro un bidone in acciaio della spazzatura ti offre un sorso di Whisky dalla bottiglia dove ha appena bevuto lui, e si mette a discutere con te di Platone, mentre dal bar all’angolo ti arrivano le note di Just for foll dei Rolling Stones . Ecco questo è Grisham, ed io per certi versi - lo ammetto - ho copiato da lui… Ma non diciamolo a nessuno. 

- Il blog e il gruppo “L’arte raccontata nei libri” nasce dalla passione per i libri che contengono riferimenti al patrimonio artistico. Ho notato che sempre più di frequente nei testi “si racconta l’arte”: dipinti, sculture, disegni, musei, monumenti… entrano a far parte del racconto. A tal proposito ti chiedo cosa ti ha stimolato a trattare nel tuo libro “Arcana Rubris” il celebre dipinto di Jan Van Eyck “Ritratto dei coniugi Arnolfini” del 1434? 

Pura casualità Manuela. Però ad onor del vero era da un po’ che facevo la corte al dipinto. Mi intrigava lo sguardo non tanto della donna – uno sguardo dimesso, ossequioso nei confronti del marito, come d’uso a quell’epoca – ma di lui, di Giovanni Arnolfini, così algido e per certi versi quasi inumano, nella sua feroce inespressività enigmatica. E’ bastato poi approfondire la ricerca, per accorgersi che nel dipinto sono stati inseriti da Van Ejck tutta una serie di simboli esoterici ed allegorici misteriosissimi, fino ad arrivare allo specchio dietro i due coniugi che ritrae…. 

- In quale modo hai individuato il periodo storico da trattare? È legato a qualche aneddoto particolare? Oppure a un momento della storia che ti colpisce o altro? 

Il medioevo – è inutile girarci intorno – è il periodo storico che mi si confà. Non per nulla con una fortuna che rasenta l’assurdo, sono stato chiamato a Volterra per far parte del casting della fiction I MEDICI – THE MAGNIFICENT, una produzione italo americana che probabilmente verrà trasmessa in Rai all’inizio del 2020. Vuoi sapere la verità? Sono andato lì per respirare l’aria, gli odori, le sensazioni forti di quel tempo. E non è stato difficile, perché per una settimana ho vissuto vestito da nobile del 1470, insieme ad altri attori e comparse che indossavano indumenti di quell’epoca, ma soprattutto che si comportavano come donne e uomini medievali. Se poi ci aggiungi la location (Volterra) e quei vicoli ancora incontaminati… ecco la risposta. 

- “Arcana Rubris” è un thriller storico ben documentato, si nota infatti che alla base vi è stato un accurato lavoro di studio e di ricerca relativi a eventi storici realmente accaduti. Come hai iniziato le tue indagini a riguardo? Immagino che avrai consultato molti volumi in chissà quali biblioteche, ti sarai recato direttamente nei luoghi citati nel racconto e così via…Raccontaci un po’ di questa esperienza da ricercatore? 

Senz’altro, per noi moderni scrittori di Thriller Storici, internet è una grande invenzione, perché ti permette – da seduto a tavolino – di fare ricerche complesse con pochi movimenti del mouse. Per cui le mie fonti principali le ho recuperate proprio attraverso il computer. Ma è altrettanto vero che sono stato di persona, rischiando di distruggere la macchina visto che la strada è completamente sterrata, alla rocca di Caprona (anche chiamata di Vicopisano). Come sai, visto che hai letto ARCANA RUBRIS, il racconto inizia proprio da lì, e da una serie di cunicoli e sotterranei che una leggenda racconta che si trovino proprio sotto la rocca. Ecco io volevo capire se questi tunnel medievali fossero solo frutto di fantasia o c’era del vero. E allora come un maldestro Indiana Jones mi sono recato, esattamente l’8 marzo del 2016, presso quel misterioso rudere che risale a ben prima dell’anno mille, e muovendomi tra le pietre diroccate ho potuto constatare che … 

- A quale personaggio del tuo libro “Arcana Rubris” sei più legato? 

Bartolomeo da Gualdo. Un uomo che non teme la morte e che difende con la spada l’incolumità di chi protegge. 

- Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa? 

Si, in questo momento sono alle prese con il mio terzo Thriller Storico che ha come protagonista sempre lei, Viola, una giovane ma tosta magistrata di Roma che già abbiamo conosciuto ne LE PAGINE PERDUTE e in ARCANA RUBRIS. Purtroppo non posso anticiparti nulla se non che il romanzo prenderà spunto da un’antichissima stele in pietra - assolutamente reale – sulla quale è scolpita una frase che i nostri storici si sono scervellati per interpretare e spiegare, ma che ad oggi risulta ancora incomprensibile. Credo che se vorrai ospitarmi ancora nel tuo bel blog, anche il prossimo romanzo avrà le credenziali per essere trattato da te, perché nella trama un punto fondamentale lo occupa un affresco altrettanto misterioso. Quindi arte. 

- E me lo chiedi? Certamente sarà un grande onore, ci tengo moltissimo. 

- C’è qualcosa che non ti ho chiesto ma che ci tieni a dire? 

Si… non mi hai chiesto se sono contento che tu mi abbia ospitato sul tuo bel blog. Immagino che la risposta già tu la sappia. Un caro saluto ai tuoi lettori ed a te ovviamente. E se ci saranno delle domande ulteriori… sarò ben lieto di provare a rispondere.

Grazie Ugo è stato veramente piacevole conversare con te!  

Descrizione Thriller Storico "Arcana Rubris": 

Un’antica leggenda racconta di un castello nelle cui segrete sarebbe nascosto un tesoro. Una misteriosa formula matematica che sembra arrivare dal nulla giunge in uno studio legale. Un dipinto medievale realizzato da Jan Van Eyck nasconde in sé una terribile maledizione dell’XI secolo. Sullo sfondo, una catena di feroci omicidi che sconvolgono la sonnolenta provincia toscana.

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Autore Ugo Nasi

Biografia Ugo Nasi

Ugo Nasi è nato a Milano nel 1958. E' avvocato, anche se per un breve periodo della sua vita ha esercitato come magistrato onorario presso il Tribunale di Milano. 

Da sempre la sua passione è la storia medievale, in particolare i misteri irrisolti legati all'età di mezzo. Ha girato alcuni cortometraggi, di cui uno presso la basilica altomedievale di San Flaviano e l'altro presso l'Abbazia di San Wilfredo in Toscana. 

In veste di scrittore ha realizzato IL DEPUTATO un legal thriller ambientato in uno Studio Legale di Roma, nonché Le Pagine Perdute ed ARCANA RUBRIS, che invece rientrano nei thriller storici legati al mistero. 

ARCANA RUBRIS in particolare si occupa di un dipinto medievale assai enigmatico, ora presente presso la National Gallery di Londra, la cui simbologia allegorica ed esoterica non è ancora stata completamente risolta dagli storici dell'arte. 

Attualmente Ugo Nasi vive in un piccolo borgo medievale nelle campagne toscane, in maremma.

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