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Ugo Nasi e il suo "Arcana Rubris"

Carissimo Ugo, ti ringrazio per averci concesso questa intervista che tra l'altro è molto coinvolgente, piacevole e ricchissima di aneddoti curiosi. A tal proposito mi rivolgo a voi lettori invitandovi a dialogare con Ugo commentando nel presente post. Lo scrittore sarà lieto di rispondervi, vero Ugo?

Certamente, se ci saranno delle domande ulteriori… sarò ben lieto di provare a rispondere.

- Ho avuto il piacere di leggere “Arcana Rubris” e di dedicargli un articolo. Vi lascio il link dove troverete la recensione e qualche curiosità relativa ai simboli celati nel celebre dipinto “I coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck: 

https://larteraccontataneilibri.blogspot.com/2018/12/jan-van-eyck-e-i-simboli-celati-nel.html

- Prima di parlare del tuo affascinante thriller storico “Arcana Rubris” ti pongo alcune domande per scoprire in quale modo hai raggiunto la tua carriera di scrittore: 

- Quando hai cominciato a scrivere? Cosa scrivevi all’inizio? 

Se intendiamo scrivere romanzi e racconti direi dal 2015, ma se devo svelarti un segreto (non troppo segreto) in realtà scrivo da sempre. Come non potrei visto che sono un avvocato… ? Può sembrare una battuta ma non lo è più di tanto. Fare l’avvocato, soprattutto l’avvocato civilista significa dover e saper predisporre atti giuridici, i quali contengono “narrative”. Proprio così… narrative. E quindi capisci che il “narrare”, tutto sommato, viene abbastanza facile per uno che come me, è impegnato giornalmente nel redigere racconti, seppur destinati a ben altra platea, quella delle aule d’udienza. Già dall’inizio ho scritto thriller storici perché è il genere che prediligo insieme ai Legal Thriller. 

- A quale genere letterario appartengono i libri che leggi o che hai letto in passato? 

Da questo punto di vista sono un “onnivoro” in senso letterario. Si insomma… leggo di tutto. Diciamo che comunque alla saggistica preferisco la narrativa. Se vuoi ti indico alcuni libri che mi hanno colpito particolarmente: A costo di apparire antiquato ma… “I Promessi Sposi” tutta la vita! Non solo la storia, ma soprattutto la tecnica di scrittura di Alessandro Manzoni, il modo di buttar sulla carta sensazioni, sentimenti, spiritualità così difficili da tradurre in parole scritte, ma che lui – maledetto brianzolo - è riuscito a risolvere con una semplicità disarmante. Un romanzo che a mio modo di vedere è un’opera “aulica”. E pensare che quando lo studiavo a scuola… va beh ma questa è un’altra storia… Venendo però ai nostri tempi: Open di Andrè Agassi, I Cigni di Leonardo di Karen Essex, Io e te di Niccolò Ammaniti, I dodici abati di Challant di Claudia Mancinelli, tutti - ma dico tutti - i romanzi di John Grisham e poi ancora, La biblioteca dei morti di Glenn Cooper e Il codice Da Vinci di Dan Brown. 

- Ci racconti l’emozione del tuo primo libro pubblicato? 

E’ stata un’emozione veramente indescrivibile. Ricordo che sono stato raggiunto da una telefonata giusto dopo aver fatto la spesa al supermercato. Rispondo, mentre carico sull’auto le casse di acqua, e dall’altro capo del telefono si presenta una tipa dicendomi che è l’editor della Casa Editrice Kairòs e che è rimasta letteralmente “rapita” da LE PAGINE PERDUTE. Dall’emozione ho rischiato di farmi cadere sul piede la cassetta dell’acqua. C’è mancato veramente poco… Ora potrei essere qui a raccontarti questo aneddoto munito di stampelle! 

- Come nascono le storie che racconti? 

Nascono da flash, fotogrammi quasi impazziti di fatti che – presi così nella loro soggettività hanno poco significato -. Quasi come foto su Instagram. Ma che poi recuperano una loro dimensione man mano che quelle storie brevi assumono un’anima, una trama sempre più compiuta. Mi piace una situazione che mi frulla per la testa al momento, e che poi butto giù sulla tastiera… e da lì ci costruisco un romanzo. Mentre ti rispondo - per esempio - mi è balenata l’idea di un uomo che a mezza notte, con la pioggia battente, cammina sospeso a più di cento metri d’altezza su di un cavo di acciaio sottilissimo, come un funambolo, su Piazza del Duomo a Milano. Cosa ci fa lì… ? E perché… ? Non chiedermelo, perché sinceramente non lo so. Ma un thriller potrebbe iniziare così, che ne dici?

- Beh, potrei dire che, essendo dotato di una smisurata fantasia e di una grande capacità narrativa, ne uscirebbe sicuramente un libro piuttosto interessante e avvincente.  

- Quali sono le fonti d’ispirazione dal momento in cui decidi di scrivere un libro? I tuoi racconti contengono riferimenti tratti da esperienze reali, autobiografiche o dalla tua immaginazione? 

Scrivendo essenzialmente Thriller Storici mi avvalgo di misteri reali – soprattutto medievali – non ancora risolti e di cui cerco di dare una mia interpretazione. Non c’è che l’Imbarazzo della scelta vivendo in un posto fantastico come l’Italia. Lo sai che sto realizzando anche video storici? 

- Si Ugo, certamente ho avuto modo di vedere l'interessante video intitolato "L'affresco profano dell'albero dell'abbondanza" situato a Massa Marittima. Una storia molto singolare che mi ha incuriosita moltissimo. 

Vi consiglio di vederlo, eccovi il link: 

https://youtu.be/MI-bND437zE

E’ un passatempo che mi diverte e mi permette di scoprire tante storie misteriose. Ti svelo un segreto. E’ in montaggio un mio video che racconta di una “santa” in vita, che venne dichiarata strega da morta… Ti rendi conto? 

- Wow straordinario! Attendo impaziente di vederlo! 

Si chiamava Guglielma di Boemia