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  • Manuela Moschin

Una famiglia ideale - riflessioni su fumetti e tradizione

A cura di Paolo Beretti

Tutti veniamo condizionati da ciò che il pensiero comune considera lo status quo adeguato ad una esistenza felice. È obbligatorio divertirsi a Capodanno, uscire a cena in una compagnia, cenare con alcolici a stomaco vuoto, andare a teatro, vestirsi secondo la moda, avere la giusta auto, il posto fisso; e costruirsi una famiglia. Come raccontare in modo innovativo l'ennesima storia di una famiglia che ambisce al

modello ideale dell'american way of life e alla fine disgrega tutto, svelando ogni ipocrisia... più di quanto finora visto in Twin Peacks o Desperate Housewives?

Magari con un fumetto di supereroi, vincitore di un Eisner Award. Scontrarsi con l'impossibilità di ottenere ciò che viene prescritto dalla sociologia diffusa nel nostro contesto di vita, può causare come noto ansie psicosomatiche e più seri scompensi emotivi. Figuriamoci se poi il protagonista di questo scontro non è semplicemente considerato diverso dalla norma, ma lo è davvero e radicalmente: questi, magnificamente divergente dagli altri, farà di tutto per uniformarsi. ''Visioni del futuro'' è la raccolta in volume di una maxi-serie Marvel della lunghezza di 12 numeri, scritta da Tom King (ex agente operativo CIA, sezione antiterrorismo, oggi acclamato sceneggiatore di fumetti) e disegnata quasi interamente dallo spagnolo Gabriel Hernandez Walta (che è anche pittore e illustratore); un solo capitolo, retroattivo e come tale realizzato con stile abbozzato come sono le ricostruzioni dei ricordi, è disegnato da Michael Walsh. Colori di Jordie Bellaire. Edizione italiana di Panini Comics, Modena, 2020.


Immagine 1: disegno di Gabriel Hernandez Walta

La bravura degli autori tiene incollati alle pagine, destinate ad essere sfogliate fino a scoprire il destino di quelle speranze che saranno inevitabilmente disattese. I disegni squadrati e precisi contengono degli affascinanti margini di incertezza, al pari della coloritura in computer-grafica che deborda dall'ordine delle vignette: tutto falsamente ordinato, invece umanamente traballante, come il balbettio emozionato della moglie-robot. Perché, come già aveva tentato la sua ex moglie umana, Visione costruisce la propria famiglia ideale, ostinatamente contro ogni evidenza di realtà; con moglie, due figli e persino un cane verde androide. Ancor peggio, fabbrica i figli come due adolescenti e li spedisce a crescere in una high school...una ostinazione contro il fato avverso destinata a infrangersi, ma il tutto in una storia bella, bellissima, intensa e riflessiva come poche.


Immagini 2, 3, 4: disegni di Gabriel Hernandez Walta
Immagini 2, 3, 4: disegni di Gabriel Hernandez Walta
Immagini 2, 3, 4: disegni di Gabriel Hernandez Walta

Immagini 2, 3, 4: disegni di Gabriel Hernandez Walta

Il racconto è di fantascienza; come spesso accade con questo genere, una storia paradossale viene utilizzata per mettere in luce all'ennesima potenza le contraddizioni delle comuni esistenze. Il protagonista, Visione, è infatti uno storico protagonista dei Vendicatori, oggi chiamati anche in Italia Avengers. Si tratta di un 'sintezoide', ovvero di un androide costruito per simulare fisicamente e psicologicamente un essere umano: il suo cervello elettronico è stato creato utilizzando i circuiti mentali di un altro componente dei Vendicatori, che a quel tempo risultava morto (poi tornato in vita, pieno di complessi). Il suo stesso creatore è stato un altro androide, sfuggito alla programmazione originaria e tramutatosi in un criminale. Visione diviene quindi compagno di squadra di Scarlet, bella eroina perseguitata in abbondanza nella sua infanzia, in quanto mutante, ROM, strega, presunta figlia di un altro criminale; anche lei, evidentemente, del tutto lontana da una possibile esistenza equilibrata, tanto da innamorarsi proprio di questo androide. Non potendo avere figli insieme, dopo anni Scarlet decise di crearseli con la magia e si inventò una famiglia illusoria; salvo poi impazzire quando venne costretta a prendere coscienza di questa illusione.


Immagini 5, 6, 7: disegno di Gabriel Hernandez Walta
Immagini 5, 6, 7: disegno di Gabriel Hernandez Walta
Immagini 5, 6, 7: disegno di Gabriel Hernandez Walta

Andato all'aria ciò che non poteva stare in piedi, Visione si ritrova solo. Riconosciuto come un grande eroe (salvatore del mondo per ben 37 volte) ma fatto di materia sintetica, dotato di una intelligenza fredda e logica, come pure del riflesso delle emozioni dell'uomo il cui cervello era stato usato come matrice, Visione anticipa drammaticamente la crisi esistenziale che vivranno i futuri androidi, quelli che la nostra specie incosciente si appresta a dotare di intelligenza artificiale; con un libero arbitrio, quindi. Stan Lee affrontò di continuo altre tematiche simili e i suoi 'supereroi con superproblemi' sono uno specchio a grande scala dei disadattati nelle metropoli americane (uno tra tutti, la Cosa dei Fantastici Quattro, costretto in un corpo roccioso e soggetto a crisi di aggressività, ''questo uomo, questo mostro''). Il problema dell'intelligenza in un costrutto artificiale - non distante nel futuro ma ormai a noi prossimo - era un'angoscia per Stanley Kubrick, che analizzava i nostri piccoli crucci dall'alto di una visione ampia quanto la storia: da Hal 9000 al protagonista emozionante di A.I. (film girato da Spielberg dopo la morte del suo grande collega). Anche in questo fumetto le aspirazioni delle macchine a conquistare lo stato di vita umana ideale riflettono la speranza di chiunque di venire accettati nella società di appartenenza, in un succedersi di vicende perfettamente concatenate e irrimediabilmente destinate alla rovina.


Immagini 8, 9, 10: disegno di Gabriel Hernandez Walta
Immagini 8, 9, 10: disegno di Gabriel Hernandez Walta

Immagini 8, 9, 10: disegno di Gabriel Hernandez Walta

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