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Il Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck

Un dipinto ricco di simboli

A cura di Manuela Moschin

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Benvenuti, oggi vi parlo di un dipinto veramente enigmatico. Si tratta del Ritratto dei coniugi Arnolfini (Fig.1), un'opera d'arte di Jan Van Eyck (Maaseik, Belgio ca 1390-Bruges, 1441) che da sempre suscita grande interesse, oltre che per le qualità pittoriche, anche perché in essa si celano una serie di significati occulti. Secondo gli esperti, tra i quali lo storico dell'arte Erwin Panofsky (1892-1968), il dipinto ritrae il matrimonio di una coppia e un'allegoria della maternità.  Al primo esame si osserva un uomo e una donna che si tengono per mano. Se si presta attenzione ai singoli dettagli è possibile notare che il dipinto è ricco di simbologie di natura esoterica. 

All'interno di un ambiente domestico sontuoso, raffinato nella resa pittorica, i coniugi Arnolfini si scambiano la promessa di fedeltà.

Una delle figure rappresentate ritrae Giovanni Arnolfini (1400-1472), un mercante e mecenate originario di Lucca che si stabiliva a Bruges nel 1421. Ciò è dovuto al fatto che, nella prima metà del XV secolo e precisamente nel 1406 a seguito della conquista di Pisa da parte di Firenze, molti mercanti e banchieri toscani si trasferirono  nelle Fiandre. Questo episodio intensificò le relazioni con il Ducato di Borgogna, facilitando così uno sbocco commerciale marittimo.

La coppia formata dal mercante Arnolfini e Giovanna Cenami, figlia di un ricco banchiere fiorentino, venne ritratta mentre si sta scambiando la promessa di matrimonio. Lo si deduce dalla presenza di vari simboli nascosti negli oggetti quotidiani, che si trovano nella stanza.

L'uomo indossa un mantello di velluto orlato di pelliccia, chiaro riferimento alla sua professione, in quanto egli era un mercante di tessuti e di pellicce alla corte olandese.

Sul candelabro (Fig.2) vi è un'unica candela accesa. Si tratta di un motivo iconografico risalente da un antico rito volto a sottolineare l'unità della coppia. Secondo le usanze nelle processioni nuziali si utilizzava una candela, che veniva poi lasciata nella camera da letto fino a quando il matrimonio non era stato consumato.

Il cane (Fig.3), che molto probabilmente è stato aggiunto in un secondo momento, allude alla fedeltà tra i coniugi. Sulla testata del letto vi è l'immagine di santa Margherita (Fig.4) considerata la patrona delle partorienti. 

La verga (Fig.5) appesa è simbolo della verginità (gioco di parole virgo-virga), tuttavia nella tradizione popolare è anche la "verga di vita" (alludente alla fertilità) che il coniuge utilizzava in segno di rito con l'augurio di avere molti figli.

Giovanna indossa un abito verde e blu: il primo colore si riferisce al simbolo dell'affezione amorosa, mentre il secondo alla lealtà. Lei si trova vicino a un letto rosso, esplicito richiamo alla passione e al ruolo sessuale. La mano della nobile, appoggiata sul ventre, è una probabile allusione a una gravidanza, oppure secondo altre ipotesi rappresenta un gesto rituale come promessa di fertilità. Le arance (Fig.6) sul davanzale e l'albero di ciliegie che si scorge dalla finestra sono un'altra allusione all'amore tra i coniugi.

Il letto a baldacchino potrebbe riferirsi al matrimonio consumato. Ciò è evidente osservando i drappi angolari raccolti a sacco, che alludono a un ventre gravido.

Lo specchio convesso (Fig.7) che riflette lo spazio antistante la coppia, nel quale si nota la presenza dell'artista e di un altro testimone, riguarda una straordinaria invenzione, ideata per renderci partecipi alla scena attraverso una finzione illusoria. Attorno allo specchio ci sono dieci tondi in cui sono state rappresentate le stazioni della Via Crucis. Le dieci scene della Passione sono un esempio di cristiana sopportazione nelle tribolazioni quotidiane.

Sulla parete è appesa una corona del rosario (Fig.7)  in segno di religiosità della coppia.

Sopra lo specchio c'è la firma del pittore "Johannes de Eyck Fuit Hic 1434" (Fig.7) (Jan Van Eyck fu qui)  a testimoniare che l'evento raffigurato è autentico. In questo modo l'opera acquisisce un valore legale di cerimonia giuridica, come se fosse un documento che attesta il matrimonio.

Notiamo che i due personaggi hanno tolto le calzature (Fig.8-9), richiamando probabilmente la sacralità del matrimonio che pare derivi dalle Sacre Scritture, dove nel libro dell’Esodo 3:5 Mosè disse: "Togliti le scarpe, perché il luogo dove ti trovi è Terra Santa". Persino la posizione degli zoccoli potrebbe riferirsi alle Sacre Scritture. Provando a immaginare gli zoccoli come se fossero delle lancette di un orologio potremmo ottenere le ore 3:05. Posizionando quindi quelli di Giovanni nelle ore, mentre quelli della nobildonna nei minuti, otterremmo il 3:5 derivante dalle Sacre Scritture.

L'effetto realistico dell'insieme è valorizzato dall'uso della prospettiva lineare. La scansione dei piani in profondità viene percepita mediante l'impiego di diverse tonalità e dalla luce proveniente dalla finestra che esalta ogni particolare. Grande pittore di scene sacre, Jan Van Eyck è il più importante pittore fiammingo della prima metà del Quattrocento.

Vi ringrazio di cuore per aver letto l'articolo.

Manuela

Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.2)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.3)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.4)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.5)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.6)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.7)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.8)
Dettaglio - Jan Van Eyck "Il Ritratto dei coniugi Arnolfini" 1434 Olio su tavola cm. 82x60 National Gallery Londra (Fig.9)

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