I colori del peccato. I vizi capitali nell'arte. Ediz. a colori
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Silvia Rondini: I Colori del Peccato

I vizi capitali nell’arte.

A cura di Manuela Moschin

I Colori del Peccato. I vizi capitali nell’arte” di Silvia Rondini è un libro veramente interessante, scritto in modo fluido e appassionante. È suddiviso in sette capitoli, in ognuno dei quali viene trattato un vizio capitale, dove, a sua volta, sono citate tre opere d’arte che lo rappresentano: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia.

I vizi capitali nell’arte

Silvia Rondini, per la superbia, ha individuato un’opera di Gustave Doré intitolata La caduta degli angeli ribelli.

L’autrice racconta che è «Tratta da un’edizione illustrata del Paradiso Perduto del poeta e scrittore inglese John Milton». L’argomento in questione deriva dalla tentazione di Adamo ed Eva da parte di Lucifero. L’angelo caduto è Satana che è stato rappresentato da Doré «Con un corpo umano proprio per far riflettere sul pericolo del peccato». Nell’immagine di Doré, Lucifero non ha ancora le sembianze di Satana, ma di un angelo, al fine di far meditare sulle conseguenze arrecate dall’invidia e dalla superbia.

Scrive l’autrice:

“Da uno squarcio di cielo, in mezzo ad altre stelle, sbuca l’angelo ribelle illuminato e quasi avvolto da fasci di luce che danno l’illusione di indicare il percorso discendente che deve fare, ovvero dalla Vera Luce alle tenebre”.

L’incisione è davvero suggestiva. Uno straordinario scorcio visto dall’alto che dà realmente l’impressione di precipitare.

A proposito di invidia e di superbia c’è una frase di Luigi Pirandello che mi colpisce:

“Notiamo facilmente i difetti altrui e non ci accorgiamo dei nostri”.

Gustave Dorè "La caduta di Lucifero" Incisione 1866 Illustrazione per il poema "Il Paradiso Perduto" di John Milton
Gustave Dorè “La caduta di Lucifero” Incisione 1866 Illustrazione per il poema “Il Paradiso Perduto” di John Milton 
Poema epico "Il paradiso perduto" di John Milton del 1667
Poema epico “Il paradiso perduto” di John Milton del 1667 
Antonio Allegri, detto il Correggio "Io e Giove" 1531-32 ca. olio su tela cm.163,5x74 Kunsthistorischemuseum di Vienna
Antonio Allegri, detto il Correggio “Io e Giove” 1531-32 ca. olio su tela cm.163,5×74 Kunsthistorischemuseum di Vienna 

Antonio Allegri, detto il Correggio e il dipinto “Io e Giove”

Rappresenta la seduzione e la passione in questo dipinto attraverso un forte coinvolgimento emotivo. Si può cogliere la grandezza del sentimento amoroso tramite un amplesso molto particolare, dove emerge Giove avvolto da una nuvola.

Il dipinto riguarda la rappresentazione della lussuria, che è stata raffigurata dal pittore Antonio Allegri, detto il Correggio, in un’opera intitolata Io e Giove (1531-32 ca.) e conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Racconta Silvia Rondini:

La storia ha un intreccio complesso che inizia, come altri amori di Giove, con un furtivo incontro con l’oggetto del suo inarrestabile desiderio, in questo caso una bella ninfa di nome Io. Per nascondersi dalla moglie-sorella Giunone, il capo dell’Olimpo si trasforma in una nuvola e si unisce alla ninfa mentre è nel bosco.

Arrivederci in arte.

Manuela Moschin

Donna che scrive una lettera, Jan Vermeer, 1665, National Gallery of Art di Washington.
Lady Writing,  1665, National Gallery of Art di Washington.

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