Il piacere della vendetta

Recensione a cura di Manuela Moschin
Prima di iniziare a parlare del romanzo “A bon droit. Il piacere della vendetta” è fondamentale precisare che Luciana Benotto è laureata in Lettere Moderne ed è insegnante in una scuola superiore.
Diventa naturale intuire che l’autrice è dotata di una peculiare abilità espositiva, oltre a un uso corretto e raffinato del linguaggio. Un lessico erudito, dunque, consono all’epoca trattata nel romanzo.
Sin dalle prime pagine ho percepito una grande qualità nello stile narrativo e nell’atmosfera idilliaca, quasi sognante. Tutti i capitoli possiedono un incipit direi suggestivo che unisce grazia e fascino, trasferendo nel lettore un senso di serenità:
“L’autunno si divertiva a tingere le foglie degli alberi con la tavolozza dei suoi gialli, degli arancioni, con il ruggine, l’ocra e l’amaranto, tinte queste che, illuminate dal tiepido sole ottobrino, facevano provare un senso di dolce tranquillità a Gian Galeazzo, che stava osservando il giardino della bifora della biblioteca del suo castello di Pavia. I poeti cantano tanto la primavera, pensava, ma io la trovo fredda, piovosa e un po’ pazza, mentre questa stagione che precede il gelido inverno è dolce, come dolci sono l’uva, i fichi, le castagne e le melagrane dalla buccia gibbosa.”
Gian Galeazzo Visconti protagonista della narrazione
Il libro tratta un preciso periodo storico, ossia risalente al 1380 fino al 1385. Un momento caratterizzato da una forte diatriba tra Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano e lo zio Bernabò Signore di Milano. Quest’ultimo fu una persona spietata e crudele che provocò tormenti agghiaccianti sia al nipote che alle genti del periodo. Un grave lutto vissuto da Gian Galeazzo, persona mite e razionale, è la scintilla che lo persuase a maturare un desiderio di vendetta.
La narrazione è fedele alla realtà che viene raccontata attraverso una struttura romanzata.
Una ricostruzione storica accurata
C’è inoltre una particolare cura nella descrizione degli ambienti, degli abiti, delle pietanze, della vegetazione e della vita di corte. I modi galanti e colti, assieme a una spiccata saggezza percettibile nel duca Gian Galeazzo, mi hanno ammaliata e conquistata. Un duca amato e lodato per l’innata sensibilità d’animo e il suo atteggiamento umile ed empatico nei confronti dei più deboli.
È curioso osservare che nel romanzo ci sono vari riferimenti alla letteratura antica tra i quali emerge il celebre poeta Francesco Petrarca:
”… messer Francesco Petrarca, che già da alcuni anni operava alle dipendenze del nonno, coniò il nostro emblema araldico che, come sai, è costituito da un sole radiante entro il quale sta una colomba che con le zampette sostiene un cartiglio con la scritta à bon droit.”
Concludo dicendo che ho apprezzato questo romanzo che, oltretutto, rappresenta un’ottima opportunità per conoscere nei dettagli il passato di Milano, del lontano Stato visconteo tra fortezze e castelli della Lombardia dell’epoca.
Complimenti Luciana, è stato bellissimo leggerti.
Sinossi
1380. Lo Stato visconteo, il più esteso dell’Italia settentrionale, è governato a ponente da Gian Galeazzo, mite figlio di Galeazzo II, e a levante dal suo crudele zio Bernabò il quale non perde occasione per intromettersi nella vita privata e politica del giovane nipote.
I cinque anni durante i quali si svolge la vicenda narrano le numerose traversie affrontate da Gian Galeazzo: il matrimonio combinato con la cugina Caterina, figlia di Bernabò; la misteriosa morte di Azzone, figlio di Gian Galeazzo e suo unico erede; il suicidio di Maffiolo Mantegazza, fedele sostenitore della sua famiglia, e le odiose cacce al cinghiale.
Unica nota positiva di questo cruento passatempo organizzato dallo zio, è l’incontro con Agnese dalle trecce nere, il vero amore della sua vita. Pur sopportando le angherie del temibile parente, Gian Galeazzo, in questi anni, medita vendetta aiutato anche dalla madre Bianca di Savoia e dall’amico Jacopo dal Verme fino a riuscire, nel 1385, a spodestare il perfido zio diventando così il primo, e amatissimo, duca di Milano.
Chi è Luciana Benotto
Luciana Benotto, laureata in Lettere Moderne, insegna in una scuola superiore. Come giornalista pubblicista ha collaborato con «Tuttoturismo», nelle rubriche culturali di alcuni settimanali tra cui «L’Altomilanese» e «Città Oggi» e nei quotidiani «Il Giorno« e «Il Giornale». Ha partecipato inoltre a numerosi concorsi letterari piazzandosi sempre tra i finalisti e i premiati e ha pubblicato i seguenti romanzi: Il Carnevale dei misteri; Armonia mundi; Il Mondo di sotto e la raccolta Sortilegio e altri racconti di quotidiano sovrannaturale. Organizza con l’associazione culturale equiLibri eventi letterari e artistici.

Se ami il romanzo storico fondato su una ricerca accurata e su personaggi realmente esistiti, A bon droit. Il piacere della vendetta è una lettura che vale il tempo che le dedicherai.

Sono Manuela Moschin, scrittrice. Sono nata a Venezia-Mestre e attualmente vivo e lavoro in provincia di Venezia. Ho conseguito la laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo Storia dell’Arte.
La mia opera prima è “ātman”, che in sanscrito è traducibile come soffio vitale o coscienza spirituale, una raccolta di poesie che fonde in un equilibrato mix la storia dell’arte con la mia predilezione per gli insegnamenti legati alla filosofia indiana. Nel mese di maggio 2022 alcuni miei scritti sono stati selezionati per “Risveglio”, un’antologia a cura di Storie di Libri, mentre nel settembre dello stesso anno ho pubblicato il saggio “Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte”, Espera Edizioni. Nel mese di marzo 2023 ho pubblicato assieme a mia madre Mirella Alberti (deceduta nel 2004) la raccolta di poesie “Un giglio bianco al 4910” a cura di Storie di Libri.
Collaboro in linea diretta con storiedilibri.com e diverse testate online. Dalla mia passione per le materie umanistiche nasce il blog librarte.eu, contenitore di articoli di storia dell’arte e recensioni di libri.
Collaboro con “La Voce di Venezia” curando la rubrica radiofonica Voce d’Arte, trasmessa ogni giorno alle 12:30 sulla loro web radio, dove racconto e approfondisco temi legati al mondo dell’arte. Il link per il collegamento: https://www.lavocedivenezia.it/player.html
Altre collaborazioni: “lavocedivenezia.it”;“valledaostaglocal.it”; “alessandria.today”; “solofraoggi.it”
Pubblicazioni:
2025 – Il Duomo di San Donà di Piave. Venustas Palladiana -saggio– Mazzanti Libri
2023 – Un giglio bianco al 4910 -poesie– Storie di Libri
2022 – Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte -saggio– Espera Edizioni
2022 – Risveglio -storie– Storie di Libri
2021 – ātman -poesie– Storie di Libri
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