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  • Manuela Moschin

Canaletto e le splendide vedute


Antonio Canal detto il Canaletto “Il ritorno del Bucintoro al molo, nel giorno dell’Ascensione”, cm 182 x 259 - 1729 circa. Milano collezione Aldo Crespi.

A cura di Manuela Moschin


Ciao carissimi, oggi vi invito a immergervi nelle opere di un pittore veneziano che, nel Settecento, fu uno degli artisti maggiormente influenti sul piano innovativo. Mi riferisco ad Antonio Canal detto il Canaletto (Venezia, 1697- Venezia, 1768), che realizzò quello che lo storico dell’arte Roberto Longhi definì “certezza illuministica di verità assoluta”.

Venezia nel Settecento, dal punto di vista artistico, fu un’epoca di rinnovamento. I pittori veneziani venivano richiesti in tutta Europa e fu così che, viaggiando molto, ebbero l’opportunità di sperimentare tecniche e generi nuovi. Canaletto si trasferì dapprima a Roma e poi a Londra, dove ricevette numerose commissioni inglesi attraverso l'amico mecenate e collezionista d'arte Joseph Smith (1682-1770).

Canaletto è noto per essere stato il pittore del vedutismo, ossia un genere pittorico nato nel ‘700, caratterizzato dalla rappresentazione di vedute prospettiche di città e paesaggi, che venivano realizzate mediante precise condizione di luce. Ne conseguiva una raffigurazione piuttosto realistica, simile a una fotografia. I dipinti appaiono come cartoline illustrate. Il suo maestro fu proprio il padre con il quale collaborava nell'allestimento di teatri veneziani, dipingendo scenografie teatrali. L’artista, per realizzare le sue famose vedute, possedeva una tecnica particolare, che applicava avvalendosi della camera ottica o camera oscura. Era uno strumento simile alla macchina fotografica, utilizzato per definire lo spazio e rendere il dipinto qualitativamente realistico e particolareggiato. L'immagine del paesaggio era proiettata su un foglio o direttamente sulla tela e di seguito veniva ricalcata.

Tra i numerosi capolavori eseguiti dall’artista cito il dipinto intitolato“Il Ritorno del bucintoro al Molo, nel giorno dell’Ascensione” . Si tratta di una celebre veduta di Venezia ricca di colori e caratterizzata da una forte dinamicità. La scena sembra balzare fuori dalla tela e le figure si muovono vivacemente in un'atmosfera realista. Osservandola si ha persino l'impressione di aver viaggiato nel tempo. Canaletto nei dipinti rappresentò molto spesso la festa dell’Ascensione, una solennità molto sentita a Venezia. Il Doge, ogni anno, gettava un anello in acqua per rinnovare lo “Sposalizio del Mare”, come simbolo del legame della città con il mare. La rievocazione si svolgeva su una galea a remi, chiamata Bucintoro, che veniva fastosamente impreziosita con decori rossi e bassorilievi ricoperti d'oro. È interessante ammirare i personaggi, che animano la scena, le imbarcazioni in movimento, che creano piccole increspature e riflessi sulla laguna, le due colonne di San Teodoro e San Marco, la ricca decorazione del Palazzo Ducale con i marmi bianchi e rosa, l’imponente Basilica di San Marco, l’altissimo campanile che, assieme ai colori accesi, concorrono a rendere l'opera una magnifica rappresentazione scenografica.


Spero che questa piccola presentazione vi sia piaciuta e vi invito a iscrivervi nel blog per essere sempre aggiornati sulla pubblicazione degli articoli.

Vi abbraccio con affetto Manuela.


Canaletto (1697-1768), Venezia, campo Santi Giovanni e Paolo, dal 1736-1740 olio su tela Altezza: 46,4 cm; Larghezza: 78,4 cm Kiev, Ucraina
Canaletto, "Piazza San Marco verso la Basilica" ca. 1735 Cambridge Massachusetts Fogg Art Museum
Il Bucintoro al Molo il giorno dell'Ascensione 1740 ca. Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino

Canaletto "Canal Grande" 1726-1730, olio su tela cm. 45x73 Galleria degli Uffizi, Firenze
Canaletto "Entrata nel Canal Grande" 1730 ca. olio su tela, 49,6x73,6 Museum of Fine Arts, Houston

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