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Libri

Freccia Nera: una esistenza da ricostruire

A cura di Paolo Beretti

Il rifugio nei fumetti e l’universo Marvel

Mentre i giovani d’oggi si rifugiano nei videogiochi, io continuo a rifugiarmi nei fumetti e mi sento obbligato a far conoscere un’ennesima serie Marvel dedicata a Freccia Nera, che, mentre la leggi, ti scende in profondità.

Lo scrittore, Saladin Ahmed, è cresciuto in un ambiente arabo di una cittadina artificiale fondata da Henry Ford, ma i genitori hanno origini complesse: libanesi, egiziane, irlandesi, polacche. Come scrittore è nato in un circolo poetico; la notorietà è arrivata con un romanzo fantasy e subito è stato contattato dalla Marvel per scrivere di un supereroe inumano:

Ahmed – Ward – Irving, Freccia Nera. Tempi duri, Panini Comics, Modena, 2019 (collana Marvel Deluxe).

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Questa serie, raccolta in volume nell’ormai tradizionale formato graphic novel, affronta diversi temi ben individuati, sfruttando la libertà che il genere fantascientifico regala agli scrittori.


Il re degli Inumani e il mito di Black Bolt/Freccia Nera

Il protagonista, Black Bolt / Freccia Nera, è il re della razza degli “Inumani”, una specie umana parallela all’homo sapiens, generata come la nostra dagli alieni che millenni fa si dilettarono a giocare col DNA dei primati.

La prima idea era stata di Stan Lee e Jack Kirby nel 1965 (vedi la seconda immagine) e questo re lo costruirono come potente e di animo superbamente freddo, tanto distante da tutti anche in quanto condannato a non comunicare con la voce: un suo sussurro distruggerebbe una montagna.

Come gli altri superesseri Marvel è quindi tormentato da un handicap e necessita che la sua moglie-regina traduca i suoi pensieri, come nel linguaggio LIS.

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Il nostro scrittore pluriculturale viene chiamato a decostruire il re di un popolo sommamente diverso, dato che ogni suo componente è geneticamente e fisicamente diverso da tutti gli altri.


Ahmed riscrive la fragilità del sovrano

La tradizione vede Black Bolt come potente e irraggiungibile, al di là delle normali relazioni umane, affascinante per i lettori proprio per queste caratteristiche mantenute in decenni di storia editoriale.

Ahmed ne scardina le basi e lo rende impotente, impaurito e bisognoso di aiuto. L’aiuto arriva addirittura da un criminale, che lo sbeffeggia perché non sa nemmeno cuocersi un uovo e gli insegna una barzelletta, la prima della sua vita!

I temi affrontati sono quindi ben chiari:

La presunzione, da superare per crescere come individuo, come padre e marito; generata non da una superbia congenita, ma dall’isolamento infantile, voluto da genitori assurdi nella loro mentalità da sovrani (chi si considera socialmente superiore vive spesso senza avere i “piedi per terra”).

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Approfondiamo quindi il rapporto tra genitori e figli, tra le aspettative dei primi e i danni che un’infanzia rigida può ripercuotersi in un’intera esistenza.

Allo stesso tempo, viene affrontata la ritrosia nei confronti di qualcuno che appartiene a un mondo radicalmente diverso dal tuo: un sovrano e un criminale; col secondo che dà lezioni di vita al primo.


I colori visionari di Christian Ward

Intanto notiamo i disegni di Christian Ward, surreali, esplosivi e in equilibrio su colori accostati per consonanze e per contrasti, con effetti distanti dalla realtà.

Lo stesso scrittore riconosce inoltre che l’artista ha contribuito a costruire la vicenda, rendendola fluida e leggibile grazie al proprio storytelling.

Negli ultimi anni stanno sbocciando fior di fumettisti che si dimostrano in possesso di doti pittoriche, assai superiori a quelle dei pittori che espongono nelle gallerie d’arte.

Sminuita da una insistente critica artistica anti-formalista, la pittura oggi stenta a sviluppare quelle sperimentazioni che nel passato erano frutto di evoluzioni e contaminazioni.

In un ambito diverso, quello della grafica, ci si sente evidentemente liberi di sfogare tutto quel bisogno di pittura insito in noi.

In una pausa per la nascita di un figlio, Ward venne momentaneamente sostituito da altri artisti, Irving e Hans, ancora più dotati pittoricamente parlando, con tocchi e striature – pur stesi con la matita elettronica della computer-grafica – che danno dei punti ai più sofisticati pittori del Novecento.

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La rinascita di Freccia Nera

E poi Freccia Nera trova una bambina, da aiutare e quasi adottare; lui che aveva mantenuto distante il proprio figlio seguendo l’esempio dei propri genitori.

Se in un normale romanzo non è possibile far entrare un personaggio nella mente di un altro, in questo fumetto la bambina adottata (che vede la realtà in modo più chiaro del potente sovrano, in quanto bambina e perché dotata di una testa con tanti occhi), insieme al figlio naturale (che aveva finora detestato il padre distante), possono entrare dentro la mente del “loro” padre, assistere alle sue angosce nell’età in cui lui era bambino e interagire con i nonni nel momento in cui effettuavano sadici esperimenti sullo stesso Freccia Nera…

Una costruzione narrativa che coinvolge, emoziona, specie osservando insistentemente lo sguardo incredulo e infantile dell’ex sovrano onnipotente.


Una esistenza da ricostruire

Freccia Nera ritrova se stesso, la propria dignità e la propria forza attraverso una completa ricostruzione di sé stesso: attraverso l’incontro con l’altro, la distruzione delle vecchie rigide convinzioni, l’accettazione dell’aiuto, il riconoscimento degli sbagli fatti, il venire a capo dei trascorsi infantili e delle aspettative dei genitori.

Arrivando infine a rinnovare l’incontro con la propria amata, su basi vere e sentite, al di là delle convenzioni che nel frattempo si erano dissolte (sia la sovranità che il matrimonio).

Direi che un racconto che solleva un tale coacervo di problematiche si possa definire con un termine diverso dal semplice “fumetto” (termine che indica le nuvolette di simil-fumo che permettono di visualizzare i dialoghi dei personaggi).

Will Eisner propose Sequential Art, in Italia si parla di “letteratura disegnata”.

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Donna che scrive una lettera, Jan Vermeer, 1665, National Gallery of Art di Washington.
Lady Writing,  1665, National Gallery of Art di Washington.

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