
A cura di Manuela Moschin
Oggi la mia attenzione è rivolta nei riguardi di un’opera di Annibale Carracci intitolata “Il Mangiafagioli” 1583-1584 (Fig.1). Si tratta di un dipinto che colpisce per la naturalezza della scena, nella quale Carracci sembra già anticipare il realismo barocco. Una pittura cosiddetta di genere, costituita dalla rappresentazione di soggetti di uso comune tratti dalla vita quotidiana: la scodella di fagioli, una brocca, un bicchiere, un coltello, un piatto, il pane, dei porri. A sinistra una finestra illumina la scena, esaltando il volto del personaggio.
Il realismo quotidiano nel Mangiafagioli
Il personaggio ritratto è un popolano che è stato raffigurato mentre sta degustando una succulenta zuppa di fagioli e… guai a chi gliela tocca (tra l’altro mi ricorda una mitica scena tratta dal film “Lo chiamavano Trinità” con Terence Hill – Fig.3). Da notare come lo sguardo fisso e diffidente, assieme al gesto della mano che porta il cucchiaio sgocciolante alla bocca, sottolineino la sua bramosia nel trangugiare la pietanza.
L’opera è talmente realistica e attuale da riuscire a evocare i consueti pasti frugali, consumati rapidamente durante una pausa pranzo. L’impressione che ne esce è quella di una foto a sorpresa nei riguardi di una persona che sta pasteggiando.
La svolta di Annibale Carracci
La svolta risiede anche negli oggetti raffigurati, che non sono più sfarzosi e brillanti come lo furono, invece, quelli rappresentati dal Veronese.
Nella foto sottostante è raffigurato lo studio del soggetto.


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Arrivederci in arte
Manuela

Sono Manuela Moschin, scrittrice. Sono nata a Venezia-Mestre e attualmente vivo e lavoro in provincia di Venezia. Ho conseguito la laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo Storia dell’Arte.
La mia opera prima è “ātman”, che in sanscrito è traducibile come soffio vitale o coscienza spirituale, una raccolta di poesie che fonde in un equilibrato mix la storia dell’arte con la mia predilezione per gli insegnamenti legati alla filosofia indiana. Nel mese di maggio 2022 alcuni miei scritti sono stati selezionati per “Risveglio”, un’antologia a cura di Storie di Libri, mentre nel settembre dello stesso anno ho pubblicato il saggio “Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte”, Espera Edizioni. Nel mese di marzo 2023 ho pubblicato assieme a mia madre Mirella Alberti (deceduta nel 2004) la raccolta di poesie “Un giglio bianco al 4910” a cura di Storie di Libri.
Collaboro in linea diretta con storiedilibri.com e diverse testate online. Dalla mia passione per le materie umanistiche nasce il blog librarte.eu, contenitore di articoli di storia dell’arte e recensioni di libri.
Collaboro con “La Voce di Venezia” curando la rubrica radiofonica Voce d’Arte, trasmessa ogni giorno alle 12:30 sulla loro web radio, dove racconto e approfondisco temi legati al mondo dell’arte. Il link per il collegamento: https://www.lavocedivenezia.it/player.html
Altre collaborazioni: “lavocedivenezia.it”;“valledaostaglocal.it”; “alessandria.today”; “solofraoggi.it”
Pubblicazioni:
2025 – Il Duomo di San Donà di Piave. Venustas Palladiana -saggio– Mazzanti Libri
2023 – Un giglio bianco al 4910 -poesie– Storie di Libri
2022 – Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte -saggio– Espera Edizioni
2022 – Risveglio -storie– Storie di Libri
2021 – ātman -poesie– Storie di Libri
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