
A cura di Manuela Moschin
Antonio Canova e l’impegno per l’arte italiana
Buongiorno, oggi vi racconto una curiosità relativa ad Antonio Canova.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, avvenuta nel 1797, grandi quantità d’opere d’arte vennero trasferite in Francia. Nel 1802 Pio VII nominò l’artista Antonio Canova Ispettore Generale alle Belle Arti, conferendogli vasti poteri sul recupero dei beni artistici. Canova, in occasione di un viaggio che fece a Parigi, protestò nei confronti di Napoleone a causa delle innumerevoli spoliazioni relative al patrimonio artistico:
“Lasci Vostra Maestà lasci almeno qualche cosa all’Italia. Questi monumenti antichi formano catena e collezione con infiniti altri che non si possono trasportare né da Roma né da Napoli.”
La missione diplomatica del 1815
Nel 1815, a seguito della caduta di Napoleone, Antonio Canova in rappresentanza dello Stato Pontificio, si recò in Francia per ottenere la restituzione delle opere trafugate dall’imperatore. Purtroppo, su cinquecentosei opere, ne furono recuperate circa la metà.
Il ritorno dei cavalli di San Marco
Il grande pregio di Canova è anche quello di aver riportato a Venezia i cavalli bronzei del pronao della basilica e il leone sulla colonna della piazzetta, sottratti nel 1798 dall’esercito napoleonico. Partiti da Parigi, il 17 ottobre del 1815, i cavalli giunsero a Venezia trasportati su zattere. Essi furono accolti a San Marco con una solenne cerimonia, che è possibile ammirare nel dipinto del pittore Vincenzo Chilone, che la ritrasse nel 1815.
Un caro saluto
A presto
Manuela
“Vi aspetto per questo mese speciale interamente dedicato a Canova, con un nuovo articolo ogni lunedì e giovedì fino alla fine di agosto. Il prossimo sarà il “Tempio Canoviano: storia e meraviglie di Possagno”
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Sono Manuela Moschin, scrittrice. Sono nata a Venezia-Mestre e attualmente vivo e lavoro in provincia di Venezia. Ho conseguito la laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo Storia dell’Arte.
La mia opera prima è “ātman”, che in sanscrito è traducibile come soffio vitale o coscienza spirituale, una raccolta di poesie che fonde in un equilibrato mix la storia dell’arte con la mia predilezione per gli insegnamenti legati alla filosofia indiana. Nel mese di maggio 2022 alcuni miei scritti sono stati selezionati per “Risveglio”, un’antologia a cura di Storie di Libri, mentre nel settembre dello stesso anno ho pubblicato il saggio “Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte”, Espera Edizioni. Nel mese di marzo 2023 ho pubblicato assieme a mia madre Mirella Alberti (deceduta nel 2004) la raccolta di poesie “Un giglio bianco al 4910” a cura di Storie di Libri.
Collaboro in linea diretta con storiedilibri.com e diverse testate online. Dalla mia passione per le materie umanistiche nasce il blog librarte.eu, contenitore di articoli di storia dell’arte e recensioni di libri.
Collaboro con “La Voce di Venezia” curando la rubrica radiofonica Voce d’Arte, trasmessa ogni giorno alle 12:30 sulla loro web radio, dove racconto e approfondisco temi legati al mondo dell’arte. Il link per il collegamento: https://www.lavocedivenezia.it/player.html
Altre collaborazioni: “lavocedivenezia.it”;“valledaostaglocal.it”; “alessandria.today”; “solofraoggi.it”
Pubblicazioni:
2025 – Il Duomo di San Donà di Piave. Venustas Palladiana -saggio– Mazzanti Libri
2023 – Un giglio bianco al 4910 -poesie– Storie di Libri
2022 – Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte -saggio– Espera Edizioni
2022 – Risveglio -storie– Storie di Libri
2021 – ātman -poesie– Storie di Libri
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