
Recensione a cura di Manuela Moschin
Un percorso verso l’unità dell’io
Unum Ipsum di Pasquale Cavalera è un libro che invita a tornare all’essenziale, riportando l’attenzione sull’unità dell’io. In questo senso, mi ha fatto riflettere su un aspetto in particolare, in cui il pensiero di Cavalera si colloca in un dialogo ideale con Pirandello, poiché se Uno, nessuno e centomila mostrava la frammentazione dell’identità nelle percezioni altrui, Cavalera compie il percorso inverso, parlando dell’“uno in sé”, come principio che non si lascia definire dagli sguardi esterni.
Suddiviso in diversi capitoli, accompagnati da un titolo semplice ed essenziale, il libro si sviluppa attraverso indicazioni concrete, come l’alimentazione in quanto forma di cura, l’eliminazione di alcol, zuccheri industriali e cibi ultraprocessati, la respirazione come strumento per calmare corpo e mente, il sonno come fondamento del benessere. La consapevolezza è descritta come la capacità di sentire la vita che scorre dentro di sé, mentre il presente diventa il luogo da abitare con attenzione. Il passato, invece, ha valore solo come insegnamento.
Il tempo, la natura e la consapevolezza
Cavalera dedica pagine importanti al lavoro, invitando a non lasciarsi intrappolare nel ciclo lavoro-denaro-oggetti-denaro, ricordando che «Sei tu il custode del tuo tempo», un pensiero che riassume bene la sua idea di libertà. L’amore è presentato come forza che ricompone l’unità, un ascolto che non giudica perché ogni persona porta con sé ferite che meritano rispetto. La natura è vista come l’estensione più immediata dell’Uno, mentre la gratitudine apre alla compassione e all’altruismo. Conosco bene Pasquale e il suo modo di scrivere e, ogni volta che pubblica qualcosa, riesce sempre a sorprendermi.
Tra i passaggi più significativi, inserisco questo tratto dal libro:
«Le persone fragili che sanno riconoscere e gestire il dolore possiedono una forza autentica: quella che scaturisce dall’esperienza e dalla capacità di rinascere.»
Sinossi
Opera curata e garantita da Storie di Libri.
Sei il principio e la fine del tuo mondo, l’unica autorità sulla tua essenza e nessuno può sostituirsi a te nel sentire ciò che senti, nel pensare ciò che pensi, nel decidere ciò che fai. Nessuno può assumersi la responsabilità del tuo universo interiore. Le scelte che compi sono una dichiarazione silenziosa su chi stai diventando, le rinunce rappresentano la direzione presa e i compromessi un confine che si sposta.
Quello che per te ha significato passa attraverso la tua coscienza: esperienze, ferite, gioie, scelte prendono forma dentro di te prima ancora che fuori. Unum Ipsum nasce qui, nell’evidenza semplice e radicale che non esiste nulla di più vicino a te se non te stesso.
Sei la soglia e chi la attraversa, il cammino e il passo, l’eco e la stanza che la genera, la domanda e la risposta, l’Uno in Sé.
Non attribuire a un destino cieco le tue scelte né a un’entità esterna i tuoi errori; forgia la tua interiorità, perché le implicazioni che ne derivano sono totali. Questo può spaventarti in quanto elimina gli alibi, però pensaci: allo stesso tempo ti restituisce potere. Se sei tu l’origine delle tue decisioni, sei anche la possibilità del tuo cambiamento; non sei bloccato in un copione scritto altrove e puoi diventare lo sceneggiatore del tuo percorso, anche quando le circostanze ti impongono limiti.

Sono Manuela Moschin, scrittrice. Sono nata a Venezia-Mestre e attualmente vivo e lavoro in provincia di Venezia. Ho conseguito la laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo Storia dell’Arte.
La mia opera prima è “ātman”, che in sanscrito è traducibile come soffio vitale o coscienza spirituale, una raccolta di poesie che fonde in un equilibrato mix la storia dell’arte con la mia predilezione per gli insegnamenti legati alla filosofia indiana. Nel mese di maggio 2022 alcuni miei scritti sono stati selezionati per “Risveglio”, un’antologia a cura di Storie di Libri, mentre nel settembre dello stesso anno ho pubblicato il saggio “Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte”, Espera Edizioni. Nel mese di marzo 2023 ho pubblicato assieme a mia madre Mirella Alberti (deceduta nel 2004) la raccolta di poesie “Un giglio bianco al 4910” a cura di Storie di Libri.
Collaboro in linea diretta con storiedilibri.com e diverse testate online. Dalla mia passione per le materie umanistiche nasce il blog librarte.eu, contenitore di articoli di storia dell’arte e recensioni di libri.
Collaboro con “La Voce di Venezia” curando la rubrica radiofonica Voce d’Arte, trasmessa ogni giorno alle 12:30 sulla loro web radio, dove racconto e approfondisco temi legati al mondo dell’arte. Il link per il collegamento: https://www.lavocedivenezia.it/player.html
Altre collaborazioni: “lavocedivenezia.it”;“valledaostaglocal.it”; “alessandria.today”; “solofraoggi.it”
Pubblicazioni:
2025 – Il Duomo di San Donà di Piave. Venustas Palladiana -saggio– Mazzanti Libri
2023 – Un giglio bianco al 4910 -poesie– Storie di Libri
2022 – Le Metamorfosi di Ovidio nell’arte -saggio– Espera Edizioni
2022 – Risveglio -storie– Storie di Libri
2021 – ātman -poesie– Storie di Libri
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